Egregio Direttore,
intervengo nella mia veste di soggetto dedito alla Cosa Pubblica, per esternare alcune riflessioni sul difficile momento attraversato dalla nostra comunità a causa del Coronavirus, facendo sentire la mia voce. Io uomo dalle mille polemiche e dai mille scontri politici, ripensando a tutto questo colgo l’inutilità di tali battaglie e la loro effimerità. E’ bastata una pandemia sanitaria per trovarci tutti spiazzati nella abitudini di vita e di lavoro, nelle relazioni correnti e nella funzione pubblica ricoperta. Di colpo ogni necessità viene accantonata, divenendo essa effimera, ogni pulsione al consumismo tacitata. Abituati al libero movimento, a viaggiare senza limiti, a muoverci senza alcuna restrizione, veniamo colpiti da limitazioni di ogni sorta ed ogni giorno ci piove addosso ogni tipo di divieto. Siamo impreparati a tutto questo. Siamo smarriti, perché non sappiamo quanto durerà. Siamo come “si sta come d’autunno…” di Ungarettiana memoria. Però un dato positivo c’è. Siamo passati dal “non ho tempo” a “ho troppo tempo”. Bene usiamo questo tempo. Spendiamolo per noi e per gli altri. Torniamo a fare squadra, ad essere solidali. Riscopriamo le abitudini del tempo che fu, quando per i nostri nonni il vicino di casa era sacro. Mettiamo insieme le nostre energie per superare questi momenti difficili. E’ un’occasione per stare con i genitori, con i figli e con i nonni, per guardare agli altri con occhio benevolo, abbandonando gli istinti della competizione e gli egoismi personali. Tutti uniti e tutti insieme. Lo stare in casa forzato è un’occasione per ritrovarsi. Utilizziamola. E’ un momento di raccoglimento degli affetti e dello spirito. Torniamo a leggere. Sciascia Camilleri e Manzoni sono un balsamo dell’anima, necessario per superare questo triste momento. Questo è il messaggio che indirizzo alla nostra comunità. Restare in casa è un sacrificio non da poco, anche perché non si sa quanto durerà, necessario però per la salute individuale e collettiva. Tramutiamo questo sforzo in qualcosa di positivo, tornando a curare l’anima e lo spirito. Interessiamoci di chi ci sta vicino, della sua esistenza e dei suoi bisogni. Dopodiché quando tutto sarà passato ci ritroveremo forti nel fisico e nell’anima, pronti a qualsiasi intemperie.
Cordiali saluti.
Carmelo Saitta


