Settantacinque minuti. È tanto il tempo trascorso tra la chiamata al 118 e l’arrivo dei soccorsi al comunale “Carmelo Smiroldo” di Antillo. Si gioca la partita tra Casalvecchio e Juvenilia 1958, valevole per l’undicesima giornata del campionato di Prima Categoria. Ad un giro di orologio dal termine, il difensore centrale Giancarlo Di Bartolo, a seguito di un contrasto di gioco, ricade male al suolo e si procura la frattura di tibia e perone, uno degli infortuni più gravi per un calciatore. Lo staff medico dei casalvetini, supportato dal dottore Smiroldo (presente sugli spalti), danno i primi soccorsi allo sfortunato giocatore. Parte subito la chiamata di emergenza. Intanto, anche la squadra ospite cerca di stare vicino a Di Bartolo mentre l’arbitro Davide Musumeci di Catania aspetta, come da regolamento, l’arrivo dei sanitari per far giocare gli ultimi secondi della gara, quando il tabellone segnava il 3-0 per i padroni di casa. Nel frattempo il difensore soffre maledettamente. L’ennesimo capitolo vergognoso della sanità siciliana. Dopo oltre un’ora arriva l’equipaggio del 118 di Taormina (secondo indiscrezioni sembrerebbe che la prima ambulanza partita da Letojanni si è fermata durante il tragitto per un guasto meccanico). L’altra vergogna e che a bordo del mezzo non c’è medico. I soccorritori immobilizzano l’arto destro di Di Bartolo per trasportarlo all’ospedale San Vincenzo di Taormina. Il direttore di gara può far riprendere la partita e chiuderla subito dopo.
“È inaccettabile – commenta il sindaco di Antillo Davide Paratore – come a Palermo non si conosca il territorio e si vuole imporre il modello della regione Lombardia. Vedere arrivare l’ambulanza senza un medico a bordo è stato vergognoso. Non oso immaginare se ci fosse stato un episodio più grave cosa sarebbe potuto accadere”.
Gli fa eco il vicesindaco di Casalvecchio Siculo Nino Santoro: “è inconcepibile che un ragazzo resti a terra con dolori atroci e al freddo in attesa di chi non arriva mai. L’assessore regionale dovrebbe riflettere sulle reali esigenze del territorio costituito da tanti paesi collinari non facilmente raggiungibili, a differenza della Lombardia che gode di strade efficienti e di strutture sanitarie capillari”.


