ROCCALUMERA – Da quando l’amministrazione Argiroffi ha deciso di far pagare l’acqua alle famiglie non più con una quota fissa, ma secondo il reale consumo, il prezzo è diminuito. Ma questo è stato possibile anche perché il Comune ha realizzato lo scorso anno due pozzi, riuscendo così a sganciarsi dall’approvvigionamento di Siciliacque (ex Enti acquedotti Siciliani). Vediamo in dettaglio i provvedimenti adottati dalla giunta municipale, che ricalcano un po’ le tariffe del 2017, per quantificare i vantaggi dei cittadini di Roccalumera. Prima le famiglie pagavano per il consumo una quota fissa di 0,70 euro a mc. fino a cento metri cubi (cioè, o ne facevi uno o cento mc. la tariffa non variava), adesso invece si paga per il reale consumo dell’acqua che scorre nei rubinetti, la cui tariffa è di 0,50 euro fino a 100 mc e di 0,40 se si superano i cento metri cubi. I cittadini non residenti che hanno casa a Roccalumera devono pagare invece 0,60 euro a mc. C’è una quota fissa da pagare ed è di 15 euro per i residenti e di trenta per i non residenti. Le tariffe scontate sono stata applicate perché l’amministrazione del sindaco Gaetano Argiroffi è riuscita a realizzate dei pozzi a Roccalumera centro (sulla strada che porta al camposanto) e nella frazione Allume e grazie a queste trivellazioni è venuta alla superficie tanta acqua da consentire al Comune di sganciarsi da Siciliacque e gestirsi da solo. Questo lavoro ha permesso di recuperare circa 260 mila euro l’anno, un risparmio spalmato sulle utenze comunali. Solo nel periodo di luglio ed agosto nella popolosa frazione di Allume si avvertono delle criticità, per cui il Comune deve ricorrere all’Eas con un costo di circa trentamila euro. Nel complesso l’amministrazione Argiroffi ha risparmiato, con i due pozzi, circa 230 mila euro l’anno, che sono stati decurtati dalle spese complessive del servizio idrico a beneficio della cittadinanza.


