HomeAttualitàL'Amministrazione di Fiumedinisi responsabile. Approvati i correttivi dettati dalla Corte dei conti

L’Amministrazione di Fiumedinisi responsabile. Approvati i correttivi dettati dalla Corte dei conti

La Giunta comunale di Fiumedinisi, con Delibera di Giunta comunale del 23 marzo, prima, e successiva Delibera di Consiglio comunale del 28 marzo ha approvato le misure correttive che l’Ente deve intraprendere a tutela della propria situazione contabile, dopo le criticità ed irregolarità contabile mossi dalla Sezione di controllo della Corte dei Conti per la Regione Siciliana in merito al rendiconto 2015 del Comune di Fiumedinisi rilevate nella delibera n. 191/2017
I rilievi della Corte dei Conti sono stati su alcuni aspetti molto categorici, in particolare riguardo all’insufficiente accantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilità (obbligo introdotto dal nuovo sistema di contabilità armonizzata di cui al D.Lgs. n. 118/2011 al fine di sterilizzare eventuali possibili spese in mancanza di entrate certe) e all’assenza di una parte dell’accantonamento relativo al fondo anticipazione liquidità ex D.L. n. 35/2013 e s.m.i., del fondo rischi contenzioso e perdite società partecipate.
Ciascuno dei rilievi della Sezione di controllo è stato passato puntualmente in rassegna in una apposita relazione comprendente le misure correttive da intraprendere, redatta dal Responsabile dell’Area finanziaria e dal Sindaco in qualità di assessore con delega al bilancio e approvata con relativo parere dal revisore dei conti, che è stata appunto approvata prima dalla Giunta e poi dal Consiglio comunale (con i soli voti della maggioranza, dato che la minoranza si è astenuta), come previsto dall’art. 148 bis del TUEL.
In sintesi si procederà ad adeguare, entro i termini assegnati per l’approvazione del rendiconto di gestione 2017 (quindi 30 aprile), gli accantonamenti insufficienti o mancanti e rimodulare i risultati di amministrazione del 2015 e 2016. Tuttavia è opportuno ricordare che già in occasione del rendiconto 2016 (ancora non esaminato dalla Corte) erano già state superate alcune delle criticità oggetto delle misure correttive, a partire proprio dagli accantonamenti per fondo crediti di dubbia esigibilità, fondo anticipazione liquidità e indennità di fine mandato, che avevano determinato un disavanzo di amministrazione di 276 mila euro, che l’Ente ha deliberato di ripianare negli esercizi 2018 e 2019.
Con la rideterminazione dei risultati 2015 e 2016 – commenta il sindaco Giovanni De Luca – si avrà naturalmente un maggiore disavanzo, a cui l’Ente dovrà fare necessariamente fronte con gli strumenti normativi previsti, di certo in maniera consapevole e responsabile e con il coinvolgimento dell’intera Amministrazione comunale (dipendenti, organo esecutivo e consiliare). Diverse misure sono state intraprese negli anni precedenti, in particolare nella direzione di rafforzare per quanto possibile l’autonomia finanziaria dell’Ente, con l’attuazione di un piano di recupero tributario (ICI, IMU e TARSU) pluriennale e l’attivazione del servizio interno di riscossione coattiva a mezzo ingiunzione fiscale. È evidente che rivestono un peso determinante, specie nella determinazione degli accantonamenti obbligatori, le difficoltà a riscuotere i crediti (molti dei quali nei confronti di altre pubbliche amministrazioni con procedure esecutive già avviate) ed i conseguenti ritardi nello smaltimento dei debiti. Dunque sarà fondamentale imprimere una ancora più forte accelerazione sotto questo aspetto”. “In ogni caso – continua il primo cittadino – , nonostante soffriamo inevitabilmente, come tanti altri Comuni, soprattutto medio-piccoli, dell’enorme e costante riduzione dei trasferimenti statali e regionali degli ultimi 8 anni, con l’aggiunta dei tagli indiretti rappresentati dagli obblighi di accantonare ogni anno i vari fondi a tutela degli equilibri di finanza pubblica, continuiamo a garantire i servizi pubblici essenziali e ci sforziamo di dare il meglio alla cittadinanza, pur tra tante difficoltà legate anche alla diffusa carenza di liquidità di cui soffrono spesso le famiglie e, di conseguenza, gli enti locali”.

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