Sono trascorsi otto mesi dal G7 del maggio 2017 ma il vertice dei sette grandi e i lavori di riqualificazione della Villa comunale allora eseguiti, sembrano già lontani anni luce nel giardino pubblico di Taormina. Il maltempo di inizio 2018 e le forti raffiche di vento dei giorni scorsi hanno rimesso in ginocchio il parco pubblico, che in questo momento si presenta agli occhi dei turisti e dei residenti nuovamente in condizioni precarie.
Il vento ha distrutto una parte dei muretti che si affacciano sulla baia di Villagonia e di Naxos, ha lesionato il tronco di un grande albero di araucaria alto 30 metri e ha così costretto il Comune a transennare diversi punti della Villa, impedendone l’accesso al pubblico per motivi di salvaguardia della pubblica incolumità. A preoccupare, in particolare, è proprio la sagoma dominante dell’albero che è stato praticamente piegato dal vento.
Bisognerà inoltre ricostruire in tempi brevi il muretto sbriciolatosi sotto l’azione impetuosa del vento, nel tratto di fronte al monumento dei caduti, dove ad oggi è stato impedito il transito all’utenza. E preoccupa, ovviamente, la condizione delle torrette fatte edificare da lady Florence Trevelyan all’inizio del Novecento ed ormai ridotte ad uno stato di fragilità che rischia di determinarne il crollo. Per le torrette chiuse al pubblico da parecchi anni, le transenne non bastano più e probabilmente non saranno sufficienti neppure i 200 mila euro che il Comune ha stanziato nel bilancio pluriennale 2017-2019.
Stando ad alcune stime sarebbe necessario circa Un milione di euro per mettere in sicurezza e far tornare agli antichi splendori le costruzioni a forma di pagoda che in passato costituivano una delle maggiori attrattive del giardino pubblico di Taormina. In zona nelle scorse ore è stato effettuato un sopralluogo dalla Forestale, che ha visionati i danni registratisi nei giorni recenti. In ogni caso la necessità è quello di interventi immediati ed efficaci: non si può continuare a presentare la Villa comunale nelle attuali “incerottate”, con tante transenne e troppe zone a rischio per l’utenza, che per altro in diversi casi cerca di superare i divieti a proprio rischio e pericolo.


