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Taormina. E’ già polemica sul possibile raddoppio del canone d’affitto dei parcheggi: sarà una stangata per Asm?

“Siamo certi che Asm possa sostenere i costi che verrebbero previsti dal raddoppio del canone annuo d’affitto per il Lumbi e per il Porta Catania, ed anche quelli dell’eventuale passaggio in gestione all’azienda del parcheggio Porta Pasquale?”. A lanciare l’interrogativo è il presidente del Comidi, il Comitato Insieme per i Nostri Diritti, Giuseppe Sterrantino che invita l’Amministrazione ad “ulteriori riflessi” prima di procedere alla modifica degli affitti per i parcheggi comunali, la cui relativa proposta potrebbe presto arrivare in discussione in aula consiliare.

La Giunta valuta, in pratica, l’opportunità di incrementare dalle attuali 250 mila euro a 450 mila euro il canone del Lumbi e da 200 mila euro a 400 mila euro a Porta Catania e ad Asm andrebbe in affidamento anche il parcheggio Porta Pasquale che attualmente e’ gestito dal Comune, a quel punto con un affitto di 400 mila euro a carico dell’azienda servizi municipalizzati. “Ma questa iniziativa ci lascia perplessi – afferma Sterrantino – e l’assessore al Bilancio dovrebbe spiegare ai cittadini su quali basi, economiche e tecniche, si intende aumentare i canoni di affitto dei parcheggi. Possibile che si continui con l’approssimazione a parlare di questi argomenti? Ma in che termini Asm risulta sana e sulla base di quali dati ufficiali?”. “È possibile che Asm riesca a sostenere maggiori canoni – continua Sterrantino -, ma serve un piano industriale nel quale si tenga conto non solo della parte finanziaria. La traduzione economico-finanziaria di quello che intende fare l’Amministrazione è che quello che Asm incassa lo girerà poi al Comune a prescindere da valutazioni economico tecniche, perché il Comune ha necessità di liquidità di cassa”.

Asm è in fase di commissariamento e liquidazione dal settembre del 2011, come si sa, i bilanci 2014, 2015 e 2016 sono stati però chiusi in attivo ed anche il previsionale 2017, e di recente l’azienda ha raggiunto una disponibilità di cassa pari a circa 3 milioni di euro: numeri che spalancherebbero le porte all’uscita dal tunnel della liquidazione. Anche su questo però Sterrantino pone dubbi sulla reale situazione: “Come si possono definire pronti per le valutazioni della Giunta o definitivi questi bilanci quando non sono stati approvati quelli relativi agli esercizi precedenti (2011/2014); possibilmente delle partite contabili erratamente valutate potrebbero avere impatti sul bilancio successivo e conseguentemente modificarne il risultato: per esempio corretta valutazione dei crediti, errata contabilizzazione sanzioni su omessi versamenti, passività potenziali non riportate in bilancio, contributi in conto esercizio e/o in conto capitale non correttamente iscritti, errata valutazione vita utile delle immobilizzazioni e relativo ammortamento”.

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