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mercoledì, Marzo 4, 2026
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Il triste caso delle bambine di Furci picchiate dalla madre e dal conviente, entrambi arrestati. Parla la sorella di “mamma orco”

FURCI SICULO – Nella vicenda delle bambine sottratte alla “mamma orco”  di Furci  e affidate all’Istituto delle Suore di Mascali, sono intervenute due assistenti sociali, una di S.Teresa di Riva dov’era residente la 31 enne, e l’altra di Furci Siculo dove effettivamente viveva la donna con il suo compagno. E su questo, a quanto sembra,  stanno lavorando  gli inquirenti, per capire meglio il tenore di vita della coppia.  Intano le due bambine, di sei ed otto anni, sono state prese in forza dalle Suore di Mascali e avviate agli studi, la più piccola nella prima elementare e l’altra in terza. A Furci tuttoggi si fa un gran parlare di questo delicato episodio. La gente ancora è sconcertata per la feroce violenza su minori da parte di una giovane madre, che ha dato tante botte la figlia di sei anni fino a ridurla in fin di vita e per questo la Procura dei Minori ha “sospeso in via d’urgenza la responsabilità genitoriale della madre sulle due figlie minori”. E per questo è stata  successivamente arrestata insieme al compagno. Ma dove sono andate a finire queste due bambine, conosciute e ammirate da buona parte della cittadinanza, soprattutto quando giocavano in piazza S.Cuore. Molta gente vorrebbe aiutarle, vorrebbe far loro dei regalini,  vorrebbe pure accarezzarle, ma adesso si trovano in una struttura gestita dalle suore e qui vivranno fin quando lo deciderà il Tribunale. Sull’argomento è intervenuta la zia delle due bambine, sorella della mamma: “Quando è stata arrestata  mia sorella – ha dichiarato – le due bambine sono state col padre.  Poi sono state prelevate da personale specializzato e trasportate a Mascali,  nel cui istituto delle suore sono state  amorevolmente accolte e successivamente avviate  agli studi. Che dire? Da quanto so,  le mie nipoti pur piccole, si stanno abituando alla nuova vita. Qualche volta piangono e chiedono del papà, di me e dell’altra zia. Penso che al più presto, e certamente secondo le disposizione del Tribunale dei Minori, saranno date in affidamento a qualche famiglia, perché hanno bisogno di una famiglia, di persone che le vogliono bene e che possano dare loro un futuro. Per conto mio – conclude la  zia – non sto vivendo bene questa situazione. Un momento triste della mia vita. E mi rimprovero il ritardo con cui sono riuscita a capire il dramma che stavano vivendo le due bambine. Ed ho un senso di colpa, perché quale persona vicina alla famiglia non sono riuscita a capire per tempo il dramma e quindi a poter  intervenire per aiutare le bambine.  Sono fortemente amareggiata.  Speriamo che possano trovare una famiglia capace di ridare loro affetto e amore e  soprattutto fare dimenticare il passato”.

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