Furci Siculo . E’ questione di civiltà, non si discute. Di una crescita civile che dalle nostre parti stenta a decollare. Ci riferiamo al parcheggio a pagamento lungo la centrale via del paese di Furci Siculo. Una donna inveisce contro l’addetto al servizio, sostenendo che ha parcheggiato la macchina e che si è allontanata per cinque minuti (che poi saranno stati dieci). Il giovane è passato due volte, non ha visto né il bigliettino con su scritto l’orario d’arrivo (che dà diritto alla sosta gratuita per dieci minuti), né il tagliando “gratta e sosta” ed ha verbalizzato (otto euro) l’auto della sosta selvaggia. Appena è arrivata la signora, la proprietaria della macchina, apriti cielo, con un linguaggio scurrile, che ha lasciato di stucco i presenti, ha aggredito ripetutamente con frasi pungenti il giovane addetto al controllo . E poi quando è andata via ha chiuso il suo verbale attacco con questa deprimente frase “ si ricordi che lei oggi mangia con i miei soldi” come se finisse il tasca all’ausiliario la somma che dovrà pagare. Tanta gente per non pagare 50 centesimi poi si becca la multa di otto euro, ma è questione di mentalità, di arretratezza, di civiltà. Perché qui, dalle nostre parti, facciamo in modo di fregare sempre le altre persone, di ignorare volutamente i regolamenti, di non pagare, trovando magari mille scuse, di essere sempre più furbi degli altri, non sapendo, alla fine, che questa atavica e puritana mentalità ci porta a cozzare con la realtà, a non progredire.


