Archiviato il G7 a Taormina c’è fermento sulla discussa vicenda del possibile arrivo in città di 35 extracomunitari nell’ambito del piano di riparto elaborato dal Dipartimento libertà civili e accettato dall’Anci. Già si parla, per l’esattezza, di collocare i migranti all’interno dell’ex scuola convitto albergo di Taormina, il Capalc di contrada S.Antonio, immobile comunale realizzato negli Anni Ottanta e da allora rimasto praticamente in stato di abbandono perenne e senza concrete speranze che si possa affaccia nemmeno adesso all’orizzonte una possibile svolta. Si prospetta semmai per il Capalc che in quelle stanze possano essere portati i migranti e sulla questione c’è l’assoluta contrarietà espressa dagli operatori economici locali, che si dicono anche disposti ad iniziative di protesta se Taormina dovesse diventare sede di uno dei centri di accoglienza. Sull’ipotesi di collocazione dei migranti nella città che ha da poco ospitato il G7 ha espresso la propria contrarietà il presidente degli Albergatori Italo Mennella: “Vogliamo premettere che non c’è mai stata e non ci sarà mai nessuna forma di razzismo nel nostro comportamento, abbiamo grande rispetto per questa gente ma riteniamo che non ci siano in alcun modo le condizioni per il trasferimento dei migranti a Taormina. Il problema è che si rischia un grave danno al turismo e all’immagine di Taormina, appena rilanciata dallo splendido esito del G7 che ha visto la nostra città al centro dell’ attenzione mondiale e valorizzata da tanti servizi trasmessi dai network internazionali. Non vogliamo neppure immaginare cosa si direbbe invece venisse detto ai turisti che anche Taormina sia terra di migranti. Noi respingiamo in modo assoluto questa eventualità e, se dovesse esserci qualche iniziativa in tal senso ci opporremo con fermezza sino anche a delle forme di protesta a tutela della città e degli operatori economici”.
Sul possibile arrivo dei migranti a Taormina ha espresso una posizione di contrarietà anche l’Amministrazione comunale ed in particolare l’assessore al Turismo, Salvo Cilona: “Taormina ha raggiunto un livello di notorietà turistica che non ha eguali in questo momento, ad aprile abbiamo avuto una crescita turistica del 25 per cento e a maggio poi c’è stato il G7, che anche se ha determinato una settimana di disagi per la zona rossa porterà poi a lungo termine dei riflessi molto importanti e positivi già nei prossimi mesi sui vari mercati internazionali. Ecco perchè un’azione del genere avrebbe una risonanza negativa sul comparto turistico non solo di Taormina ma anche dell’hinterland e quindi desterebbe grandi preoccupazioni negli albergatori ed in tutte le agenzie di viaggio e nelle piattaforme turistiche che sono oggi i principali attori dell’occupazione turistica”.
Intanto il dibattito prosegue e sembra destinato ad arrivare ad un bivio già nelle prossime settimane, o forse entro un paio di giorni, quando Taormina dovrà dare una risposta e far sapere se ci sarà la disponibilità o indisponibilità ad accogliere i migranti in città. Al momento l’unica certezza è che la questione sta già scatenando aspre polemiche


