S. Teresa di Riva – Arrivano i tre punti d’oro per la Jonica, quelli necessari per disputare i play-off sul proprio terreno di gioco . Il secondo posto è blindato. L’ultima gara, prevista dal calendario a Bisconte, sul terreno del Gescal, rappresenta una pura formalità. Dovrà attendere la vincente dell’unica semifinale tra la Messana e il Città di Messina, per la finalissima del girone D. Si giocherà il 14 maggio. Tornando alla gara contro il Merì, Moschella si affida alla collaudata coppia centrale Herasymenko-Sanfilippo, mentre in attacco c’è Fugazzotto in coppia con Marchiafava, dietro il fantasista Maggioloti.
Proprio dal numero 10 giallorosso sono nate le prime due reti. Infatti, al 3’, dopo aver dribblato il proprio avversario, mette la palla al centro, all’altezza del calcio di rigore, Marchiafava appoggia in rete con freddezza. Il Merì prova a controbattere, ma la Jonica è lucida e non corre mai nessun pericolo. Al 13’, il raddoppio. L’ispiratore ancora Maggioloti cambia solo il finalizzatore, ovvero Fugazzotto. Un gol che chiude definitivamente l’incontro nonostante c’è ancora da giocare 77 minuti.
La partita scorre senza sussulti. Nella ripresa mister Mimmo Moschella inserisce prima Costanzo, poi Savoca ed infine Smiroldo a posto di Cambria. Il ritmo basso del Merì agevola la manovra della Jonica, brava a fare girare il pallone da una fascia all’altra e a trovare il corridoio più adeguado per le punte. A due dal termine Marchiafava si regala la doppietta personale mandando la sfera nel set alla destra del portiere Drago.
Marcatori: 3’ pt. e 43’ st. Marchiafava, 13’ pt. Fugazzotto
Jonica: Gugliotta, Loria, Lombardo F., Herasymenko, Sanfilippo, Costanzo (20’ st. Garufi), Marchiafava, Cambria (30’ st. Smiroldo), Fugazzotto, Monaco, Maggioloti (25’ st. A. Savoca). All. Moschella
Merì: Drago, Amico, Kagtaz, Lomonaco, Jorio, Quattrocchi C. La Spada (55’ Catanzaro), Impalà, Valenti (35’ st. Barca), Quattrocchi D. (20’ st. Mandanici), Mastroieni.
Arbitro: Galioto di Siracusa (assistenti Elvira Rizzo di Enna e Giuseppe Calarese di Messina)


