Il Comune prova lo “sprint” decisivo per reperire le somme necessarie alla sistemazione della scalinata di accesso a Casteltauro in quella che sembra essere ormai una sorta di “Tela di Penelope”, tra soluzioni possibili che puntualmente si rivelano poi senza esito. C’è da evitare un’altra stagione turistica col castello chiuso e in questa direzione il tentativo in atto è quello di risolvere in via definitiva la spinosa questione della scalinata che porta al castello ristrutturato dalla Regione nel 2015 e la cui inagibilità al momento impedisce proprio la riapertura di Casteltauro. Quest’opera è rimasta sinora bloccata dall’assenza di risorse in bilancio ed in particolare è stata anche stoppata dai mancata trasferimenti, ormai dalla primavera di 2 anni fa, da parte della Regione per quanto concerne i proventi del Teatro Antico (il 30% che spetta al Comune di Taormina). Con quel buco in bilancio tutto si è complicato e adesso la Giunta sta tentando di far inserire l’opera tra quelle finanziabili nell’ambito della lista definitiva dei lavori per il G7, argomento che in queste ore alimenta forti discussioni perchè il dato di fatto è che a fine gennaio ancora non è partito nessun cantiere e va ultimata pure la lista degli interventi.
Se la scalinata di Casteltauro, alla fine, non dovesse essere inserita tra gli interventi a carico del G7, allora si potrebbe (anzi dovrebbe) tentare un “piano B” che dovrebbe prevedere altre opportunità come un “prelievo” dalla tassa di soggiorno, imposta dalla quale il Comune di Taormina nel 2016 ha incassato stando ai conteggi (ancora in corso) oltre 2 milioni e 200 mila euro. Somme, in questo ultimo caso, che troppo spesso sono state impiegate per esigenze di bilancio anziché per finalità turistiche e che, invece, adesso andranno spese per forza di cose in maniera più tangibile per il turismo e per le opportunità di miglioramento dell’offerta ricettiva del territorio. In questo contesto si inseriscono a pieno titolo i beni culturali. Un’altra ipotesi che in queste settimane è stata anche valutata è stata, sempre per Casteltauro, quella di attingere ai fondi del Parco Archeologico di Naxos, che dal 1 gennaio 2017 è una realtà di fatto dotata di autonomia finanziaria e che potrebbe venire in aiuto al Comune di Taormina per risolvere l’atavica problematica della scalinata da mettere in sicurezza. La scalinata in oggetto è l’unica via di accesso al castello e di conseguenza il bene ristrutturato dalla Regione potrà tornare disponibile all’utenza soltanto nel momento in cui saranno stati risolti i problemi dell’accesso pedonale al sito storico.
Le prossime settimane, anzi i giorni che verranno, saranno decisivi per chiarire se si potrà una volta per tutte risolvere la vicenda e restituire ai turisti di tutto il mondo, oltre che ai residenti, la bellezza di questo splendido luogo. Ma è davvero così complicato andare a sistemare una scalinata e mettere qualche ringhiera?


