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La speranza nella tragedia di Bruxelles

L’atto di terrorismo che si è consumato a Bruxelles, nella giornata di martedì santo, ha causato la strage di 34 morti e di 250 feriti tra i civili, persone innocenti ed inermi trovatesi per caso di transito nei luoghi delle esplosioni. Questa tragedia immensa  ha colpito il cuore dell’Europa, gettando nel buio e nel lutto non solo la comunità europea ma tutto il mondo perché è stato messo in discussione e minacciato con il terrorismo un simbolo istituzionale della civiltà internazionale.

E’ certamente venuto meno il potere dell’Europa, il sistema di sicurezza delle città mondiali, il modo di vivere nella normalità quotidiana, l’atteggiamento sociale e comunitario, il pensiero della visione occidentale, il tempo, lo spazio ed il movimento, lo stile della libertà e della vita!!! Per un attimo sono apparse le tenebre, la cattiveria ha spruzzato il suo veleno, il freddo della morte ha raggiunto vittime inconsapevoli ed indifese, il fuoco degli inferi ha aggredito l’umanità debole.

Ancora una volta il male è sopraggiunto per seminare disordine, panico ed incertezza, per provocare gli istinti retrivi dell’animo invocando la forza, la violenza e l’imposizione della legge, che arma, uccide e conduce alla discriminazione, alla trasgressione, alla guerra permanente e diffusa nel segno della confusione e nella mancanza di distinzione tra i giusti ed i malvagi. Purtroppo perfino la nostra vita quotidiana ormai è intaccata ed innestata in questo perfido meccanismo, provocato dallo spirito del mondo, dominato dall’incoscienza del peccato, dall’assenza di fede, dalla prevalenza di idolatrie, false dottrine, ricerche di potere, di piacere e di benessere, centrato su sé stessi a discapito degli altri. Proprio alla vigilia della passione del Signore scopriamo come l’attentato al cuore dell’Europa riguardi il cuore di tutti noi, la tragedia di Bruxelles risieda nelle nostre case, le ferite inferte e le perdite avvengono di continuo, tacitamente, nel silenzio dell’indifferenza, nel torpore della coscienza, nel tradimento della propria dignità.

Al di là dei fattori contingenti che stanno portando, attraverso il terrorismo, fanatismo e dispotismo politico ed economico, così grave scompiglio nel mondo è opportuno considerare la presenza del “nemico” fra gli amici, del “maligno” all’interno della nostra società, del “seduttore” nelle pieghe dell’umanità, di chi colpisce nel momento e nel luogo in cui è necessaria la fiducia, perché nessuno può ormai più difendersi nei confronti di nessuno. Contro l’antica legge del sospetto diffuso, dell’accusa, della divisione che arrecano danno alle relazioni di fraternità e di comunione, di solidarietà e di cooperazione, è urgente guardare all’amore di Gesù crocifisso mentre dice” Padre perdona loro perché non sanno quel che fanno”.

Sono queste le parole che scuotono la storia di questo tempo e ci consegnano la chiave per entrare nella logica della compassione, della giustizia e della pace che possa liberare il mondo dal male che lo aggredisce per tanti motivi sociali, politici, economici e religiosi. Da qui nasce “la buona notizia” di Gesù risorto che riporta la luce nel mondo e ci garantisce il passaggio di speranza all’uomo nuovo, ricco di misericordia e fiducioso di partecipare alla festa della vita, della libertà e della prosperità su ogni parte della terra!!

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