HomeAttualitàStudenti di Furci in  viaggio fra i tesori del Mediterraneo  

Studenti di Furci in  viaggio fra i tesori del Mediterraneo  

 

FURCI SICULO – Scicli , perla della Sicilia che conserva il  gusto delle bellisssime architetture  tardobarocche realizzate in pietra dorata, tipica delle cave locali, rappresenta un “unicum”, una realizzazione dell’idea barocca di spazio , luce ed armonia.

Gli alunni delle classi quarte della sede di Furci Siculo dell’Istituto .”S Pugliatti “, il 19/02/2016 hanno vissuto l’emozione di compiere un tuffo nel passato, intraprendendo una visita guidata a Scicli, attraverso “ la via del barocco”, accompagnati dai docenti di Italiano e Storia, di lingua Inglese  e di sostegno . Attraverso i luogi immortalati dal genio di Camilleri,  i ragazzi  hanno attraversato le strade percorse da  Montalbano, ammirando un paesaggio indimenticabile, ricco di storia e di arte.

”Qui in Sicilia il cibo ha il gusto di un tempo più umano. Se lo sai ascoltare ti racconta l’amore, la calma e la sapienza con cui è stato preparato. Qui la gente non ha fretta di consumare la vita. Al contrario cucina con calma e lascia che il tempo compia la sua magia”. Come non assaggiare la“Testa di turco” il dolce tipico di Scicli:un enorme bignè a forma di turbante arabo, ripieno di crema o ricotta dolce, che viene consumato durante la tradizionale festa  dell’ultimo sabato di Maggio ,  in ricordo  della sconfitta dei turchi?.

Nel 1091, nella piana di Donnalucata stavano per sbarcare i saraceni, nell’ Isola dominata allora dai  normanni di Ruggero D’Altavilla.  I cattolici sciclitani ed i normanni allorainvocarono l’aiuto della Vergine, che apparve su un cavallo bianco in veste di gloriosa guerriera, sconfiggendo così  i saraceni e liberando la Sicilia.

Ogni anno, l’ultimo sabato di maggio, alle 20.30, presso la piazza principale di  Scicli si svolge la sacra rappresentazione dell’evento.

Il simulacro della Beata Vergine delle milizie è conservato nella chiesa Chiesa Madre di S. Ignazio( Secolo XVII – XVIII) una tra le più antiche chiese ancora aperte al culto in città.
Fu distrutta dal terremoto del 1693, esuccessivamente ricostruita.
In una delle cappelle  della navata laterale  troneggia la statua della Madonna delle Milizie, il cui simulacro di cartapesta raffigura la Madonna guerriera con il mantello azzurro e la spada sulla mano destra, seduta sopra un cavallo bianco impennato sulle zampe posteriori, sotto il quale si trovano due saraceni schiacciati.
Qui è conservata anche  una grande arca laminata, al cui interno sono custodite due reliquiari  contenenti le ossa del santo.
Si notano il pulpito cinquecentesco in legno di noce scolpito, collocato nella navata centrale e l’antico organo dai fregi barocchi.
Passeggiando per le vie, in cima al Colle S. Matteo, circondato da rovine e ruderi , si scorge il maestoso primo duomo cittadino, dedicato all’Apostolo S. Matteo, patrono dell’antica città e protettore dei naviganti.
 La chiesa poggia le sue fondamenta su numerosi sotterranei e catacombe,vi si veneravano le reliquie del Beato Guglielmo, eremita morto a Scicli nel 1404.
Si narra che il corpo del Santo, racchiuso in un’urna di marmo, fu immerso in una tinozza piena d’acqua e che gocce di quell’acqua benedetta furono bevute da migliaia di malati di peste che guarirono…
Oggi, ciò che rimane delle spoglie del Santo, viene custodito all’interno di una cassa d’argento conservata nella chiesa di S. Ignazio.
Imponente e grandioso appare l’unico tempio risparmiato dal terremoto del 1693, la sua mole si staglia sulla cava omonima e spicca sulle sovrastanti rupi calcaree. Inserita in uno scenario naturale di rara bellezza, la  Chiesa San Bartolomeo (Sec. XVIII)è stata definita ” una perla dentro le valve di una conchiglia”. Ricca di stucchi e dorature, affreschi e pale d’altare, possiede un magnifico presepe  con pastori realizzati in legno di tiglio , dello scultore napoletano Pietro Padula, un vero gioiello d’arte popolare.

 La Chiesa San Michele Arcangelo( Sec. XVII – XVIII)è’ una delle chiese più antiche di Scicli.

Le decorazioni policrome,che riproducono strumenti musicali ai lati dell’organo collocato su un balcone interno in ferro battuto, la rendono  unica nel suo genere.
Estremamente suggestiva nella sua semplicità è apparsa  poi la Chiesa rupestre di Piedigrotta scavata ai piedi del Colle della Croce, in fondo alla cava di S. Bartolomeo, Fondata nel 1630, al suo interno, si può ammirare l’incantevole opera in pietra marmorea locale di S. M. della Pietà.

Adiacente al Palazzo Comunale ( utilizzato attualmente dal cittadino onorario di Scicli:il mitico Commissario Montalbano), si trova la Chiesa di SanGiovanni Evangelista, fondata prima del 1300 in cui si spicca la tela del “ Crocifisso di Burgos. La sua peculiarità è data dalla sua iconografia: il corpo del Cristo, nudo fino al bacino, è  coperto fino alle caviglie da una veste bianca chiaroscurata,orlata da una larga fascia di merletto.Particolarissimo e suggestivo! 

Il percorso si chiude ammirando le  bellezze dei palazzi nobiliari come  Palazzo Busacca,  sede attuale dell’Opera Pia e di un importante archivio storico,con eleganti e sfarzosi  saloni.

Il Palazzo Fava colpisce l’attenzione per le  particolari  mensole poste a sostegno del balcone  che presentano due grifi e due cavalli alati con code pisciformi, sostenute da teste barbute.

Camminando camminando, si notano altri scenografici  balconi dalle particolari inferriate panciute sostenuti da mensoloni che raffigurano animali fantastici o “mascheroni” o”caricature umane” .
Bizzarro, appariscente e drammatico, con i suoi giochi di luce e l’abbondanza delle decorazioni, il Barocco siciliano esalta, al massimo del suo potenziale, l’architettura isolana con un’immagine inconfondibile destinata a durare nel tempo e a lasciare un’impronta indelebile negli occhi e nel cuore di ogni visitatore. 
Prof.ssa Daniela Rodella

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