HomeAttualitàEcco perchè l'elezione di Melina Scarcella è illegittima

Ecco perchè l’elezione di Melina Scarcella è illegittima

L’Unione dei Comuni delle Valli Joniche in questi giorni è infiammata dal “caso Scarcella” ovvero la decadenza, vera o presunta, della vice presidente del consiglio Melina Scarcella.

Melina Scarcella, rappresentante del consome di Pagliara dove è consigliere di minoranza, è stata eletta vice presidente  nella seduta del 20 febbraio 2014, seduta di prosecuzione visto che all’ora fissata (17,30) non c’era il numero legale.

Alla ripresa dopo un’ora erano presenti 9 consiglieri e tutti e 9 hanno votato. Otto voti alla Scarcella, uno ad Antonio Di Ciuccio. Il presidente Sebnastiano Ravidà, assistito dalla segretaria Rosaria Galluzzo proclamava eletta Melina Scarcella.

Due anni  dopo in seguito alle dimissioni del presidente del consiglio Fabio Orlando, il segretario  pro tempore Giuseppe Bartorilla si accorge che c’è qualcosa che non va nell’elezione della Scarcella. Lo statuto dell’Unione equipara l’elezione del presidente e del vice a quella del consiglio comunale che prevede alla prima votazione la maggioranza assoluta dei componenti del consiglio ed in seconda convocazione la maggioranza semplice dei votanti.

Ma per l’elezione della Scarcella c’è stata una sola votazione, quella che secondo lo statuto prevedeva per l’elezione la maggioranza assoluta.

Da qui la decisione della decadenza d’ufficio della Scarcella essendo la sua elezione illegittima.

Ma è scoppiato il caso. Nella riunione fissata per il 15 febbraio nell’aula consiliare di Sant’Alessio per l’elezione del presidente e del vice presidente su convocazione firmata dal consigliere anziano Valentina Lo Giudice, si presentano solo 5 consiglieri sui 22 in carica. Una diserzione di solidarietà o una diserzione per disaffezione?

Sulla questione interviene con una nota l’avvocato Ettore Fleres, consigliere rappresentante di Roccalumera e i papabili alla presidenza del consiglio  dell’Unione (gli altri sono Rosario Trischitta e Francesco Moschella): “Paradossalmente – scrive- si voleva che fosse proprio il Consiglio a dichiararne la decadenza di Scarcella e, nella stessa seduta, passare ad eleggere anche un nuovo vice presidente. Ciò dimostrava, però, che la professoressa Scarcella era ancora in carica e nel pieno dei suoi poteri, perché certamente non era decaduta. Questa notizia –  ritiene Fleres – confermata dal contenuto della proposta deliberativa del punto 3 all’ordine del giorno del 15 febbraio, ha allarmato e preoccupato molti dei consiglieri presenti, che in quel preciso momento hanno capito la gravità della situazione e, soprattutto, che Scarcella era ancora nel pieno esercizio delle sue funzioni, mentre era stato fatto credere che fosse già decaduta. In realtà, invece, la stessa era stata solo spogliata ingiustamente delle sue potestà, che erano state assunte dal consigliere anziano, che ha quindi illegittimamente convocato il Consiglio del 15 febbraio scorso, senza averne titolo e poteri. I consiglieri, invece – rimarca Fleres – dimostrando grande senso di responsabilità e di maturità politica, hanno disertato in foltissimo l’aula restaurando il diritto, la giustizia e la legalità”.

Ad avviso di Fleres “ora è necessario che il Consiglio venga subito convocato dal vice presidente in carica perché ne è ampiamente legittimato. Al contempo è anche necessario che si proceda subito all’avvicendamento del presidente dell’Unione nella persona del sindaco di Forza d’Agrò, Fabio Di Cara, al quale va riconosciuta la massima affidabilità e correttezza, certi che la sua gestione e la formazione di una nuova Giunta, restituisca serenità e fiducia nel Consiglio e nei consociati tutti”.

Le carte, però, danno torto alla Scarcella e smentiscono Fleres.

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