Spunta fuori una delibera che smonta il ragionamento sulla decadenza della vice presidente Melina Scarcella.
La professoressa Scarcella non ci sta e contesta tale decisione ricordando che per l’elezione del vicepresidente del consiglio dell’unione il 17 settembre 2013 c’era stata una votazione nella quale lei aveva riportato 7 voti, Roberta Savoca 6, Rosario Trischitta 3, Antonio Di Ciuccio e Antonella Totaro 1 e una scheda bianca. Non essendo stata raggiunta la maggioranza assoluta prevista in prima votazione, l’elezione è stata rinviata. Rinviata anche la uccessiva convocazione del 23 ottobre 2013. L’elezione è avvenuta in seconda convocazione ed in seduta di prosecuzione il 20 febbraio 2014. Nove presenti 9 votanti, 8 voti per la Scarcella, 1 per Antonio Di Ciuccio.
Ma è scoppiato il caso. Nella riunione fissata per il 15 febbraio nell’aula consiliare di Sant’Alessio per l’elezione del presidente e del vice presidente su convocazione firmata dal consigliere anziano Valentina Lo Giudice, si presentano solo 5 consiglieri sui 22 in carica. Una diserzione di solidarietà o una diserzione per disaffezione?
Sulla questione interviene con una nota l’avvocato Ettore Fleres, consigliere rappresentante di Roccalumera e tra i papabili alla presidenza del consiglio dell’Unione (gli altri sono Rosario Trischitta e Francesco Moschella): “La Scarcella è stata solo spogliata ingiustamente delle sue potestà, che erano state assunte dal consigliere anziano, che ha quindi illegittimamente convocato il Consiglio del 15 febbraio scorso, senza averne titolo e poteri. I consiglieri, invece – rimarca Fleres – dimostrando grande senso di responsabilità e di maturità politica, hanno disertato in foltissimo l’aula restaurando il diritto, la giustizia e la legalità”.
Ad avviso di Fleres “ora è necessario che il Consiglio venga subito convocato dal vice presidente in carica perché ne è ampiamente legittimato. Al contempo è anche necessario che si proceda subito all’avvicendamento del presidente dell’Unione nella persona del sindaco di Forza d’Agrò, Fabio Di Cara, al quale va riconosciuta la massima affidabilità e correttezza, certi che la sua gestione e la formazione di una nuova Giunta, restituisca serenità e fiducia nel Consiglio e nei consociati tutti”.
Naufraga quindi il tentativo del presidente Prestipino di affondare Melina Scarcella?


