HomeAttualitàCaso Scarcella, la replica del segretario Pippo Bartorilla

Caso Scarcella, la replica del segretario Pippo Bartorilla

 

In riferimento all’ultimo comunicato stampa sulla gazzetta jonica dal titolo: “Caso Scarcella spunta una delibera che le da ragione” mi corre l’obbligo professionale di fare alcune importanti precisazioni.

“Non corrisponde al vero il fatto che la seduta del 20.02.2015 fosse una seduta di prosecuzione.

Dal punto di vista tecnico, infatti, la seduta di prosecuzione è la seduta stabilita dal Consiglio con l’aggiornamento dei lavori”.

Ciò premesso, in data 23.10.2013, il Consiglio dell’Unione, unanimemente,  ha deliberato di rinviare ad altra seduta la nomina del Vice Presidente del Consiglio dell’Unione dei Comuni delle Valli Joniche dei Peloritani. Pertanto detto organo, per come risulta essere facilmente rilevabile dal dispositivo del citato atto deliberativo,  non ha aggiornato i lavori in prosecuzione, fissando la giornata, il luogo e l’orario;  Ha semplicemente RINVIATO sine die la trattazione dell’argomento, chiudendo definitivamente il punto all’ordine del giorno e di seguito la seduta consiliare.

Ed infatti, a seguito di un nuovo avviso di convocazione prot. n. 15 del 12.02.2014, a  firma dell’allora Presidente Consiglio Sig. Ravidà Sebastiano,  regolarmente notificato a tutti i consiglieri dell’unione,  in data 20.02.2014 si è riunito ex novo  e su determinazione del Presidente il Consiglio dell’Unione con all’ordine del giorno diversi nuovi  punti, fra cui l’elezione del Vice – Presidente del Consiglio dell’Unione. (N.B. se si fosse trattato di seduta di prosecuzione sarebbe stata sufficiente, altresì, una mera comunicazione da inoltrare esclusivamente ai consiglieri assenti nella precedente seduta aggiornata in prosecuzione dal Consiglio).

In sostanza, nella seduta del 20.02.2014  si è ripartiti da capo.

Con deliberazione n. 04 del 20.02.2014, è stato proclamato eletto il Vice Presidente del Consiglio dell’Unione, nella persona del Consigliere Scarcella Carmela, la quale alla prima votazione ha ottenuto appena otto voti favorevoli su n. 26 consiglieri assegnati.

Ciò premesso, si fa rilevare che l’art. 19 comma 1 della L.R. 07/1992 e s.m.i. prevede che per l’elezione del Presidente del Consiglio Comunale è richiesta alla prima votazione la maggioranza assoluta dei componenti il Consiglio. Detto quorum deliberativo, in virtu’ del rimando alla citata norma da parte dell’art. 8 dello Statuto dell’Unione, vale anche per l’elezione del Vice Presidente del Consiglio dell’Unione, per come fra l’altro esplicitato più volte dall’Assessorato alla Famiglia ed alle Autonomie Locali, Dipartimento delle Autonomie Locali. In caso di mancato raggiungimento di detto quorum deliberativo, è necessaria, nella stessa seduta o in una eventuale seduta di prosecuzione, una nuova votazione a seguito della quale risulta essere eletta la candidata che ottiene la maggioranza semplice.

Risulta essere evidente, quindi, il palese vizio di legittimità che affligge la deliberazione consiliare n. 04 di cui sopra, adottata in violazione palese delle norme e delle disposizioni citate.

Alla luce delle superiori argomentazioni, in esecuzione dei poteri di riesame facenti capo all’organo consiliare, a seguito di una valutazione comparativa degli interessi in gioco,  si rende necessario, a parere del sottoscritto, provvedere, ai sensi degli artt. 21 octies e nonies della L. 241/1990, all’annullamento della deliberazione del Consiglio dell’Unione n. 04 del 20.02.2014, graduando, comunque, gli effetti demolitori del provvedimento di riesame, con contestuale elezione del Presidente e del Vicepresidente, organi super partes posti a tutela del corretto funzionamento dell’organo assembleare e  garanti imparziali della dialettica tra le forze politiche in esso presenti, previa convocazione del consiglio dell’unione da parte del Consigliere Anziano al fine di non inficiare la legittimità della seduta stessa e dell’operato del consiglio, tenuto conto degli effetti retroattivi della relativa deliberazione di annullamento in autotutela.

Quanto sopra al fine di fare chiarezza sulla vicenda ed a tutela del principio di legalità e trasparenza, ultimamente  decantato da molti”.

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