HomeAttualitàFiumedinisi diventerà una discarica di cemento. Nota della minoranza

Fiumedinisi diventerà una discarica di cemento. Nota della minoranza

Quindici milioni di euro per completare la cementificazione selvaggia delle colline prospicienti il centro collinare. Si tratterebbe del consolidamento del “Pizzo d’Armi” e dell’omonimo torrente per ca. € nove mln. e di altri sei milioni di € in zone vicine al centro urbano.

Sembrerebbe che Fiumedinisi abbia formato oggetto di attenzione da parte di “comitati” per farne una discarica di cemento, essendo tutte le opere finanziate non solo slegate da un benché minimo beneficio per la collettività, ma anche dannose, in considerazione che quelle realizzate non assolvono ad alcuna funzione utile dal punto di vista economico/sociale (costi elevatissimi/utile zero). A tale proposito, basta osservare:
1) Il Palazzo della Zecca che, per mancanza di manutenzione, dopo una non lontana ristrutturazione, sta crollando con il danneggiamento di quegli antichi cimeli rimasti rispetto a quelli originariamente allocati e dei quali non si è mai avuto conoscenza di un’inventariazione;

2) Case acquistate dal Comune, in parte ristrutturate malamente cancellando la memoria storica delle nostre maestranze edili e, allo stato, abbandonate (vedi art. Gazzetta del Sud del 12.10.2015), altre in corso di ristrutturazione da anni con gli stessi scriteriati interventi seguiti per quelli già citate. Altre ancora stanno crollando non essendo iniziati i lavori. Eppure si continua ad acquistare case !!!;

3) Caserma della Forestale “Nociara”, opera inutile e disarmonica, rifatta per la 3° volta e recentemente demolita in corso d’opera con un finanziamento di € 500.000,00. A tale proposito la minoranza aveva fatto richiesta in sede di riunione consiliare di rinunciare al finanziamento. Si ritiene che la stazione dei CC abbia segnalato a chi di competenza il grave fatto;

4) “Antichi Mestieri”: sito realizzato, ma non completato, con un finanziamento di oltre 2 mln di € che sta crollando a pezzi. Ma dove sono gli “antichi mestieri”? 4) Cementificazione del fiume, non naturalmente più riconoscibile, da nord a sud del centro abitato fino al cimitero con due ponti in cemento armato a distanza di poche centinaia di m. (il terzo è stato evitato in extremis e sostituito con uno in legno di abete, ovviamente non adatto, tanto che, senza manutenzione alcuna, fra non molto non sarà più transitabile) con più di un Km di muri in c.a. finanziati con oltre quattro mln. di €. I predetti lavori hanno formato oggetto di indagine da parte dell’A.G. e si sta celebrando il processo;

5) finanziamento di ca. € 3.200.000,00 per la costruzione in p.zza San Pietro di un struttura polifunzionale destinata a parcheggi di automobili e locali per la vendita di prodotti agricoli e artigianali in presenza di una continua decrescita demografica, in assenza di prodotti artigianali e di una non significativa produzione agricola e casearia. Su quanto precede la minoranza consiliare di recente ha attenzionato anche l’Autorità Nazionale Anticorruzione;

6) Lavori di manutenzione per decine e forse centinaia di migliaia di €, sembra non realmente eseguiti (vedi intervento non autorizzato di un cittadino in sede di svolgimento della penultima seduta consiliare, cui, si ritiene, sia seguita un’adeguata informativa da parte della locale stazione CC. agli organi superiore);

7) Assenza di notizie sulle situazioni economico/finanziarie delle società partecipate, più volte vanamente richieste.

Il tutto condito da quasi totale assenza di manutenzione del patrimonio comunale, con molta evidenza non utilizzato appropriatamente, strade praticabili a rischio e pericolo degli avventori, che contribuiscono al formazione del fenomeno del continuo abbandono delle zone rurali, causa prima del dissesto idrogeologico sul quale è stata montata una speculazione di carattere economico/finanziario sulle spalle della collettività siciliana e, in particolare, per quanto ci riguarda, di quella fiumedinisana.

La minoranza consiliare ha richiesto, a suo tempo, la rimodulazione del Piano Triennale delle OO.PP. con la proposta di revocare tutte le richieste di finanziamento, ritenute fondatamente in danno alla Comunità, con previsione di interventi non costosi che fossero propedeutici ad un “cambio di verso” orientato ad un illuminato percorso basato su un’economia sostenibile in armonia con il territorio e la cultura della gente.

Alla rappresentazione dei fatti che precedono, ovviamente tutti riscontrabili, deve aggiungersi il disordine amministrativo/contabile che traspare dai bilanci, i quali evidenziano il sostanziale dissesto economico finanziario dell’Ente e i non pochi casi di atti amministrativi, singolarmente non molto significativi sotto l’aspetto economico, ma che sommati contribuiscono alla concretizzazione dei gravi danni erariali prodotti da un’avventata condotta politica che appare prevalentemente orientata ad iniziative speculative e tale da configurare l’ipotesi di “malagestio”. Il revisore è presente?

Di quanto sopra, prossimamente, sarà fornita adeguata informativa alle Autorità competenti, non ultima l’Anticorruzione.

Minoranza Consiliare

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