13 C
Santa Teresa di Riva
sabato, Febbraio 14, 2026
HomeAttualitàLa politica della frammentazione

La politica della frammentazione

Nello scenario politico attuale sembra prevalere la strategia della frammentazione sia sul piano mondiale e nazionale, quanto nell’ambito locale. Questa tendenza appare il risultato dell’utilitarismo e dell’opportunismo, perseguiti da leader politici senza scrupoli ed ideali, centrati sulle proprie capacità e portati a dettare leggi, basate sulle proprie convinzioni alla ricerca del tornaconto personale. Non esiste più un programma condiviso ed un piano sostenuto dalla volontà popolare, sembra che manchi il tempo per sentire il parere degli altri, per discutere e confrontarsi sulle scelte da realizzare o sul rispetto degli impegni presi in campagna elettorale.

La frammentazione discende da un dato culturale significativo della società postmoderna che vuole tenere insieme cose diverse, vuole mischiare ceci e lenticchie, non riesce a distinguere con chiarezza, facendo di tutta l’erba un fascio, in termini tecnici si tratterebbe del cosiddetto sincretismo, che manca di un nucleo di base, di una coesione sostanziale e conduce alla disintegrazione ed alla confusione, toccando il fanatismo e perseguendo interessi di parte con l’esaltazione dell’ego a discapito della “cosa pubblica”. Nella storia politica di questo tempo in tante situazioni, in genere si possono evidenziare fatti clamorosi di rotture di alleanze pattuite su temi specifici e sulle modalità di governare, di spostamenti rilevanti da un partito ad un altro, di prese di posizioni all’interno dello stesso partito, di attività amministrativa del giorno per giorno in cui si perde l’orientamento e si ricerca il consenso di comodo contro lo stesso patrimonio collettivo. Viene meno il senso della discriminazione, del discernimento tra le varie esigenze di una comunità, tra le esigenze dell’ambiente e quelle private, tra deliberazioni sane e quelle cattive.

Non si accettano le regole della convivenza civile di un paese che persegue una politica onesta, condivisa e costruttiva, che assume il valore del bene comune, che investe sull’associazione e la cooperazione, che cresce nella responsabilità e nella solidarietà. Purtroppo resta il problema di uno stile governativo patologico, frammentato da una visione del mondo del “fai da te” che porta a chiudersi negli angusti confini del proprio orticello, che considera proprietà privata un territorio aperto, dove tutto è collegato ed interagisce, e non ci si può tirare fuori escludendo i vicini, disconoscendo le potenzialità della collaborazione e la forza dell’unione. Le separazioni sono sempre dolorose, sono sintomo di fallimento, sono fonte di debolezza e causano conseguenze negative su tutti i fronti.

I frammenti si disperdono e prima o dopo muoiono, si seccano privati dei legami che danno linfa, idee, risorse e contributi. Difendere la linea della frammentazione nella politica serve per alimentare gli egoismi personali, per rompere gli equilibri e per favorire l’autonomia della retroguardia, della crisi e della depressione.

Si corre il rischio di tornare indietro e di ripetere gli errori già commessi, di provocare i soliti danni e di impedire la vera crescita e la società del benessere a tutti i livelli, ristabilendo l’ordine delle relazioni efficaci, produttive e pacifiche.

I piu' letti