SANTA TERESA DI RIVA – Ancora un nulla di fatto per la designazione dei 15 operai (12 netturbini di secondo livello e 3 autisti di terzo livello) che dovranno transitare dall’Ato4 rifiuti all’Aro S.Teresa per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti che è stato affidato ad una associazione temporanea di imprese capeggiata dalla Onofaro di Naso. Oggi si è tenuta una riunione operativa in Municipio, dopo quella del 28 gennaio presso l’ufficio provinciale del lavoro, nel corso della quale il sindaco di S.Teresa, Cateno De Luca, ha ribadito a muso duro alle parti interessate che il servizio a S.Teresa partirà “improrogabilmente” il 2 maggio, e che quindi ogni ritardo verrà considerato danno erariale al Comune per cui ha invitato i presenti alla riunione (mancava solo la Srr) a mettere in atto gli adempimenti disciplinati dalle norme di settore e dai contratti collettivi. Così si è appreso dal soggetto liquidatore dell’Ato4, Leonardo Racco, che “si sta provvedendo ad inoltrare alla ditta subentrante l’elenco del personale che dovrà essere assunto ma che il personale non è stato ancora individuato” e che ciò avverrà in seguito ad un tavolo tecnico tra Aro – Srr – Impresa Onofaro “in data che verrà comunicata a stretto giro”.
Alla riunione operativa di questa mattina in Municipio a Santa Teresa erano presenti per l’Ato4 il commissario Ettore Ragusa, il soggetto liquidatore Leonardo Racco con il direttore generale Arturo Vallone ed responsabile tecnico Romualdo Santoro, il sindaco De Luca con l’esperto Santino Briguglio Polò con l’Ing. Nino Famulari, il rappresentante dell’impresa Onofaro, Attilio Onofaro, e la segretaria generale del comune, Rosaria Giorgianni, che ha relazionato sulla riunione tenutasi all’ispettorato provincile del lavoro il 28 gennaio.
L’Aro di S.Teresa è uno dei tre in Sicilia che hanno rotto il monopolio dei rifiuti in gestione a società d’ambito che oltre a smaltire rifiuti accumulavano debiti. L’Ato4, secondo un dossier del presidente dell’Anticorruzione Raffaele Cantone, ed una cartella esattoriale di Riscossione Sicilia, avrebbe omesso versamenti fiscali per 2.694.709 euro. In Sicilia gli Ato non hanno pagato (ai Comuni, all’Agenzia delle Entrate e altri enti) 254milioni di euro. Secondo quello che dice Antonio Fiumefreddo, presidente di Riscossione Sicilia, che ha già informato la magistratura.


