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sabato, Febbraio 14, 2026
HomeAttualitàLo spreco nell’economia delle amministrazioni pubbliche!!!

Lo spreco nell’economia delle amministrazioni pubbliche!!!

L’ultima notizia riguardante il ritorno, da parte della Regione siciliana, di un miliardo di euro alla Comunità Europea a causa della mancata progettazione dei fondi destinati all’istruzione ed alla formazione ci suscita una riflessione sull’economia dello spreco, adottata con pervicacia dalle amministrazioni pubbliche siciliane. Intanto si rileva l’incompetenza dei dirigenti e dei funzionari ad una seria progettazione dei soldi disponibili, erogati, come finanziamento dalle Istituzioni superiori, per venire in soccorso delle necessità primarie delle Regioni con problemi di sottosviluppo, di disoccupazione, di degradazione e di formazione. In questo caso risalta evidente una certa mancanza di programmazione e la capacità di previsione rispetto ai bisogni emergenti, che richiedono interventi strutturali in modo da incidere nelle realtà depresse e deprivate della Sicilia.

Allora diventa inaccettabile la richiesta di maggiorazione degli impiegati e degli stipendi di quanti già percepiscono paghe da privilegiati senza assolvere alle mansioni per cui si è stati assunti. Le strutture pubbliche, detentrici della cosiddetta qualifica del posto fisso, diventano amministrazioni a perdere perché private dell’incentivo necessario a migliorare la situazione di quanto attiene al bene comune, anzi si approfitta a tal punto per continuare a cercare vantaggi personali a scapito della collettività.

E’ fortemente palese, nell’ambito della nostra riviera jonica, come le amministrazioni locali adottino in maniera sconsiderata la tassazione elevata ed il recupero di fondi sulle spalle dei cittadini per accumulare, nelle casse comunali, denaro che viene sprecato nella moltiplicazione di servizi inutili, nel supporto di esperti in esubero, nelle spese superflue di arredo urbano, nei lavori di sostituzione di beni esistenti ed essenziali, nella progettazione di opere stratosferiche ed inopportune, nell’eccessivo finanziamento di attività ludico – ricreative, negli errori di gestione a causa di responsabilità degli uffici preposti.

Invece sono ampiamente trascurate le forme di attenzione al disagio sociale sempre più dilagante tra disabili, malati terminali, anziani, tossicodipendenti, disoccupati, migranti e senza fissa dimora. Vengono a mancare, così, le manutenzioni ordinarie per un decoroso funzionamento delle strutture civili quali: l’assistenza socio – sanitaria, l’acquedotto, lo smaltimento delle acque reflue, la rete fognaria, il depuratore, l’igiene ed il trattamento dei rifiuti, il verde pubblico, la biblioteca, lo spazio ricreativo e sportivo.

La nostra riflessione si pone nel segno della “presa di coscienza” rispetto ad una cittadinanza attiva e di onesta dignità, rispetto al desiderio di vedere gli amministratori quali custodi di benessere sociale e rispetto alla capacità di appartenenza ad un territorio, evitando la presunzione, l’arroganza e l’espansione dell’’io ma privilegiando la giusta collaborazione nell’alleanza feconda, foriera di speranza e fiducia nel futuro.

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