SANTA TERESA DI RIVA – Inserimento della clausola sociale per la salvaguardia della manodopera locale nei bandi di gara dei lavori pubblici? “Non si può, perché è illegittima” replica il vicesindaco Danilo Lo Giudice dopo il nostro invito a considerare questa possibilità che, invero, tanti comuni hanno ghià adottato come “atto di indirizzo” (ultimo il comune di Barcellona Pozzo di Gotto, delibera di giunta n.1 del 5 gennaio scorso, sindaco Roberto Materia, segretario comunale Santi Alligo … che è di Santa Teresa!). I pareri sono discordi e quindi ognuno ci va cauto. Come il vice sindaco Danilo Lo Giudice che spiega: “Con il supporto della segretaria e dell’ufficio legale abbiamo approfondito la questione sollevata da Gazzetta del Sud. Per “clausola sociale o di salvaguardia” nelle gare d’appalto si intende l’inserimento nei bandi di gara di una dicitura attraverso la quale si obbliga le ditta vincitrice della gara, ad assumere manodopera in ambito locale, ovvero residente nel comune di espletamento della gara. Diversi comuni in Italia hanno adottato delibere di giunta contenenti atti di indirizzo che si muovono in tal senso; in realtà dall’analisi effettuata si può facilmente notare come ci siano pareri dell’Autorità nazionale anticorruzione, che su richiesta proprio di alcuni di questi comuni, vietano espressamente la possibilità di inserire sia una percentuale prestabilita ma sopratutto che venga specificato il fatto che la manodopera deve essere presa all’interno del comune di residenza. L’art. 69 del d.lgs. 163/2006, che tratta proprio la clausole sociale, fa riferimento alla possibilità di imporre che siano assunti lavoratori già impiegati presso il precedente appaltatore ma, come stabilito anche dal parere sulla normativa AG 44/13, non è possibile imporre l’obbligo di attingere tra i disoccupati residenti nel territorio della stazione appaltante”.
Il parere negativo dell’Anticorruzione è del 6 giugno 2014, la delibera positiva, pur tra mille cautele, del comune di Barcellona è del 5 gennaio 2016, il “non se puote” del vicesindaco Lo Giudice è di ieri.
Ne prendiamo atto con amarezza.


