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Un altro anno a vuoto

SANTA TERESA DI RIVA – Ancora un anno è volato via senza che si trovi una soluzione per l’adeguamento sismico dell’ala A della scuola media “Lionello Petri” di Santa Teresa di Riva, chiusa dal 2011 per un cedimento strutturale a causa della pessima qualità del cemento utilizzato. La “buona scuola” del governo Renzi si è fermata al di là del “Savoca”. L’abbandono dell’ala sud della scuola media di Santa Teresa è stato portato ad esempio da Rai Tre nel programma di approfondimento “Presadiretta” dello scorso febbraio. Ma non è valso a smuovere le acque. Anche il sottosegretario alla Pubblica Istruzione Davide Faraone intervenuto lunedì per la posa della prima pietra dei lavori di completamento della scuola media “Antonio Gussio” ha candidamente affermato di non conoscere il problema, “non posso conoscere la situazione delle scuole di tutta Italia” si è schermito parando il colpo della dirigente scolastica Enza Interdonato che gli aveva chiesto lo stato dell’arte di questo progetto. “Mi informerò e vedrò qual è la situazione” ha promesso. 

Prima però, la grave situazione di inagibilità dell’ ala sud dell’edificio  era stata risolta dal governo Renzi con un finanziamento di … 17.727,08 euro.  Certo all’epoca della nota di finanziamento,  il 18 luglio 2014,  nessuno pensava ad “abbellire”  l ‘ala agibile, in quanto  tutti  gli interessati erano enormemente impegnati a trovare locali idonei per poter accogliere gli allievi rimasti senza aule. Nel corso dell’intervista per il programma “pungolo” di Rai Tre la dirigente ha sottolineato come al reale fabbisogno della scuola non sia stato corrisposto l’adeguato finanziamento. 

In attesa che arrivi la “buona scuola” di Renzi, la Regione di Crocetta che ha inserito nella graduatoria (primo posto) dei progetti ammissibili e finanziabili con i fondi europei la scuola di Santa Teresa di Riva. L’amministrazione comunale ha proposto un progetto da 1.895.000 euro che consentirà la riqualificazione dell’intero complesso edilizio e non solo della ala inagibile ove si potranno recuperare i locali, gli spazi e i laboratori per garantire un ambiente di apprendimento idoneo e qualificato, “il modello filnandese” di cui ha parlato lunedì il sottosegretario Faraone.

L’ala sud della scuola media è chiusa dal novembre 2011 quando venne scoperto che la struttura non dava garanzie di stabilità per il cemento depotenziato con il quale erano stati costruiti pilastri e travi. Gli alunni vennero ospitati in strutture di emergenza, mentre dalla protezione civile regionale arrivarono 300 mila euro per un intervento di emergenza. Dopo l’inizio dei lavori si scoprì, però,  che anche il resto dell’edificio era stato costruito in modo anomalo  sicché alla Regione vennero restituiti i 300 mila euro del finanziamento e si pose mano ad un progetto complessivo di quasi cinque milioni di euro visto che dovevano essere messi in sicurezza anche i corpi B e C. Il progetto è al primo posto della graduatoria provvisoria contenuta nel Ddg del 25 novembre 2014. Un anno è passato senza che si battesse chiodo. Mentre gli studenti sono pigiati in aule di emergenza. 

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