Dal Partito Democratico “Tino Parisi” di Furci Siculo riceviamo:
“Arrivati al giro di boa di una legislatura non certo memorabile per i risultati sino ad oggi raggiunti, “finalmente” l’Amministrazione Comunale si è mossa nel concreto: ha cambiato due pedine nel proprio scacchiere. Espressione di parvenza di un’ operatività amministrativa, di fatto mai concreta, la giunta “Foti-ter” ha portato a compimento un obbiettivo che, per alcuni, si riteneva fosse indispensabile. Ma non di certo per noi. Come già espresso in passato, ribadiamo ancora oggi la non condivisione della scelta dell’avvicendamento amministrativo, considerandolo mera espressione di spartizione di poltrone… nient’altro. In una Furci abbandonata a se stessa, ferma al palo, anzi, proiettata in un processo di regressione che, neanche i più scettici alla vigilia di questa legislatura avrebbero potuto immaginare, sono bastati “appena” dodici mesi per raggiungere un compromesso tra maggioranza consiliare e Sindaco. Se da un lato ci risulta difficile pensare che ad un mero “difetto di comunicazione” tra le parti, reso noto dal gruppo di maggioranza consiliare lo scorso gennaio, si potesse trovare soluzione in un lasso temporale cosi esteso, rimaniamo increduli alle motivazione (o meglio giustificazioni) che il Sindaco Foti ha reso note alla stampa e mediante l’atto di revoca delle deleghe assessoriali ai quattro componenti del proprio esecutivo: come si legge dalla determina sindacale n. 24 del 10/12/2015, “si ritiene corretto e necessario dare seguito a precedenti impegni politici su alcuni avvicendamenti assessoriali nell’esecutivo comunale”. Potrebbe essere una valida motivazione, se solo gli stessi quattro ex componenti dell’esecutivo non avessero dichiarato, mediante ogni strumento di comunicazione, la loro mancata conoscenza di questo presunto accordo che, oltre a riguardarli direttamente, sembrerebbe essere stato assunto a loro insaputa. Su tutti riportiamo quanto dichiarato dall’ex compagine amministrativa in un documento diffuso lo scorso febbraio quando affermarono di disconoscere la presenza di accordi preelettorali esprimendo come, l’avvicendamento amministrativo, avrebbe determinato “il naufragio del progetto politico”. Parole inequivocabili, che sentenziano oggi in maniera netta, chiara, evidente come l’Amministrazione abbia fallito. E attenzione, se di fallimento avesse parlato l’opposizione consiliare ne avremmo potuto anche dubitare: si sa, la dialettica politica tra parti avverse spesso porta a giudizi affrettati. Ma non in questo caso. È la stessa giunta a decretare il proprio fallimento: giunta nominata dopo una consultazione elettorale, espressione quindi della volontà del popolo furcese, che oggi non può che prendere atto di quanto emerge dal quadro politico esecutivo. Un quadro ormai sbiadito, dipinto da chi, rispetto al Sindaco, sta “dietro le quinte”, a costituire un c.d. “cerchio magico”. E allora che dire. Continui pure il cerchio magico (che forse di “magico” ha ben poco) a decidere su come questo paese debba essere gestito: senza programmazione, senza produttività, senza coerenza ne umiltà. A noi furcesi, spettatori paganti di questo spettacolo teatrale degradante, non resta che aspettare l’ennesimo colpo di scena di una stagione politica fatta solo di insuccessi. In bocca al lupo Furci, non mollare, non temere… arriveranno tempi migliori”.
Partito Democratico Furci Siculo “Tino Parisi”


