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Le interviste ai sindaci 
Bartolotta: resto nel Pd, non lo seguo
Paratore: Benvenuto in Forza Italia

Non ci sarà esodo al seguito di Genovese. Pochissimi nella Riviera Jonica e, nello specifico dalla Val d’Agrò, seguiranno l’onorevole, ancora meno i sindaci (o ex)di area Pd. Partiamo in questo giro di roizzonte da un “fedelissimo di Genovese”, l’attuale sindaco di Savoca Nino Bartolotta chhe sotto l’ala di Genovese ha fatto il segretario provinciale l’assessore regionale. “Resto nel Pd, nonostante i tanti problemi che ci sono attualmente nel partito a livello provinciale. Capisco la scelta sofferta di Francantonio, gli faccio un in bocca al lupo, ma non posso seguirlo sulla nuova strada che ha intrapreso. In politica bisogna avere il massimo rispetto per le idee degli altri ma anche un minimo di ideologia. Con genovese abbiamo vissuto delle belle e importanti stagioni, non rinnego nulla, ma resto sulla mia posizione attuale”.

Sulla stessa scia il sindaco di Nizza, Giuseppe Di Tommaso: «Resto nel Pd, faccio riferimento a Renzi e Laccoto».

A due passi da Savoca c’è Casalvecchio dove amministra da un anno l’ex comunista Marco Saetti. “Sono nel Pd e resto nel Pd. Io vengo dall’estrema sinistra e militavo a sinistra quando ancora Genovese non era ancora nato. Non appartengo alla cordata dei sindaci “genovesiani” né possono condividere e tantomeno comprendere la sua scelta”.

Fabio Orlando, presidente del consiglio di Roccafiorita, ci dice “che questa è una domanda che non gliela si può fare”. “Con tutta la stima che posso avere per l’on. Genovese, mi viene difficile seguirlo su questa strada. Sono nato Ds, quindi, nel centrosinistra e al momento non mi vedo in una collocazione diversa. All’on. Genovese va il mio in bocca al lupo”. Bruno Parisi, sindaco di Furci fino all’anno scorso, una tradizione di famiglia nell’area comunista e della sinistra, dice: “Sono nel Pd e qui resto. Mi dispiace che l’on. Genovese abbia fatto questa scelta, anche se la comprendo perché nel Pd non ha avuto un trattamento equo. Umanamente posso capire il suo risentimento, ma, secondo me, doveva dimettersi e basta”. Angelo Casablanca, segretario del circolo Pd di Santa Teresa di Riva, unio dei maggiori della riviera jonica in quanto ad iscritti: “A mio modesto avviso il motivo principale di questo trasformismo è la sua sete di potere.L’ultima perla è il passaggio di Genovese a Forza Italia, insieme a parecchi consiglieri comunali di Messina, che recentemente ci hanno deliziato con le loro belle chiacchiere il 9 novembre a S.Alessio ( gia’ sapevano che avrebbero cambiato partito, pero’ hanno parlato lo stesso e noi ignari fessi li abbiamo anche ascoltati e applauditi): alla vergogna non c’e’ mai fine”. Infine non si può non cocludere con il decano degli ex consiglieri provinciali di Santa Teresa, Angeo Garufi, 82 anni, per tanti anni segretario comunale della Dc: “Non approvo. Una persona seria si sarebbe dimesso senza cambiare partito. Io Francantonio lo conosco bene, anzi lo conosco prim,a che mascesse visto che sono stato presente al matrimonio dei suoi genitori. Niente da spartire con suo zio, io grande amico, Nino. Anche se c’era da aspettarselo, oggi ha fatto il viaggio a ritroso”. Rosa Anna Fichera, sindaco di Sant’Alessio, area Pd: “Non esprimo giudizi anche perché non conosco Genovese e perché sono renziana”Davide Paratore, sindaco di Antillo, componente del consiglio regionale di Forza Italia: “Nessun fastidio, anche se chi passa da sinistra a destra non lo fa certo per ideologia. Comunque potrebbe essere l’occasione per resettare Forza Italia visto che in provincia in questi anni non ha avuto un vero leader”.

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