SANTA TERESA DI RIVA – Il progetto del comune di Santa Teresa di Riva di aiutare le famiglie in difficoltà offrendo loro la possibilità di un piccolo contributo in cambio di piccoli lavoretti per la comunità è rimasto sulla carta, nonostante i proclami e gli impegni solenni. Così si devono mobilitare le parrocchie per aiutare le famiglie in difficoltà che a Santa Teresa di Riva sono sempre più numerose. La parrocchia del Santuario S. Maria del Carmelo di S. Teresa di Riva ha organizzato una vendita di stelle di Natale e ciclamini, prima e dopo le Sante Messe di oggi e martedì, solennità dell’Immacolata. Il ricavato servirà ad acquistare viveri di prima necessità per le famiglie bisognose ed incrementare la raccolta mensile davanti ai supermercati, che avviene sempre ad opera della parrocchia. Al momento le famiglie aiutate dalla parrocchia del Santuario sono 36, al 20 sono quelle aiutare dalla parrocchia della Sacra Famiglia, su un totale di oltre 200 nuclei in difficoltà, su una popolazione di poco inferiore ai diecimila abitanti. Altrettando fanno, per esempio, i Lions S.Teresa con raccolte tra i loro soci.Ogni mese, il rettore del Santuario, padre Fabrizio Subba, ed il parroco della Sacra Famiglia, padre Gerry Currò, inviano una lettera ai titolari dei negozi di genere alimentari, chiedendo l’autorizzazione a far sostare i loro volontari all’ingresso, dove ai clienti viene chiesto di fare la spesa per chi ha più bisogno, e questi riempiono i carrelli senza farsi tanto pregare,con cibo e generi di prima necessità ed a lunga conservazione. Ma a volte non basta. E così, in occasione delle festività, si è pensato di integrare quell’offerta con la vendita di stelle di Natale e ciclamini. Sono sempre più numerose le famiglie che, anche a S. Teresa, non sono più nelle condizioni di garantirsi, ogni mese, i generi di prima necessità. La Chiesa è diventata per le famiglie bisognose un punto di riferimento concreto. Per questo motivo nelle parrocchie sono stati aperti anche centri di ascolto, al quale in molti si rivolgono per esporre i problemi che li affliggono. E sono tanti dall’impossibilità di pagare una bolletta alla mancanza di cibo, di pannolini per i bambini e così via. Ma quello che fa più male sono le promesse (tante) non mantenute


