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L’Agenzia delle entrate chiude la sede di Trappitello. I cittadini non ci stanno

Residenti sul “piede di guerra” a Taormina, e nell’intero comprensorio jonico-alcantarino, per la prevista chiusura della sede di Trappitello dell’Agenzia delle Entrate, che dal 2016 è destinata ad essere soppressa nell’ambito delle disposizione del Ministero delle Finanze per 53 uffici territoriali che dovrebbero essere cosi soggetti alla cosiddetta “spending review”.

Due anni dopo l’avvenuta chiusura del Tribunale di via Francavilla, verificatasi nel settembre 2013, dunque, Taormina e sua frazione popolosa ma soprattutto l’hinterland anche degli altri Comuni rischia di perdere un altro ufficio che è punto di riferimento sul territorio per l’utenza. Non è difficile immaginare le difficoltà alle quali andranno a questo punto incontro, a partire dai prossimi mesi, i cittadini che ad esempio dai centri dell’Alcantara dovranno recarsi sino a Messina, e cosi dovranno sobbarcarsi spese non indifferenti a partire dalla benzina della macchina. Tempo e denaro che andranno in via rappresentano sin da adesso il paradosso di una “spending review” che forse andrebbe ripensata e realizzata in altri ambiti e in modo differente da come viene concepita oggi dal Governo.

I residenti lamentano che un servizio cosi importante non possa e non debba essere chiuso e spostato nel capoluogo, a parecchi km di distanza, e che non sia immaginabile che l’Agenzia non abbia le risorse adeguate per sostenere le spese del canone d’affitto dei locali. Un’ora di macchina, oltre 60 km di strada che per alcuni arriveranno sino a circa 100 e, come detto, il costo della benzina, e la probabile fila che ci sarà da fare per il proprio turno: è l’odissea alla quale si prepara ad andare incontro soprattutto la popolazione della zona dell’Alcantara.  Dopo l’ormai ex tribunale di via Francavilla, la prospettiva concreta che si avvicina inesorabile all’orizzonte è quella di un’altra chiusura che creerà disagi ai cittadini. La corsa contro il tempo è già iniziata e bisognerà fare in fretta per provare a fermare l’iter in corso, perché altrimenti dal 1 gennaio del nuovo anno, tra due mesi esatti, inizierà a compiersi la procedura di chiusura della sede di Trappitello.

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