PAGLIARA – Tra i tanti comuni della riviera jonica aggrediti e ridotti a mal partito dal nubifragio della settimana scorsa c’è anche Pagliara. L’omonimo torrente ha devastato tutto l’impianto idrico, la tubazione ed i curvoni di raccordo, dopo aver allagato i serbatoi. Per rifornire la cittadinanza, rimasta di colpo all’asciutto, il sindaco Domenico Prestipino è dovuto ricorrere ad un consorzio privato, sborsando fior di quattrini. Il consiglio comunale, convocato dal presidente Giovanni Giacò, nel corso della riunione in programma il 22 ottobre chiederà alle autorità competenti “lo stato di calamità naturale e di emergenza per i gravi danni provocati dagli eventi meteo avversi verificatisi nella notte di venerdi 9 ottobre e nelle prime ore di sabato 10 nel comune di Pagliara”. All’ordine del giorno del consiglio comunale c’è pure un atto di indirizzo “per lo svuotamento dei torrenti e regimentazione delle acque”. Il comune di Pagliara ogni volta che infuria il maltempo ed il torrente si ingrossa , colleziona una serie di danni, causa lo straripamento dell’omonimo torrente, che rompe gli argini (muretti bassi e sgretolati dal tempo) allaga intere campagne, devasta la rete idrica, posizionata ai bordi dell’alveo, e soprattutto affossa limoneti ed uliveti, ubicati sullo stesso piano del letto del torrente. Il primo cittadino ha chiesto più volte l’intervento della Regione e della Protezione civile e sebbene ci siano stati approfonditi sopralluoghi, tutto è rimasto come prima.


