Domenica 23 agosto verrà celebrata la ricorrenza del XXI anniversario del pio trasito di Suor Maria Alfonsa deceduta in fama di santità a Messina il 23 agosto 1994 e di cui il 21 giugno è stata avviata la fase diocesana del processo di beatificazione, conclusasi il 17 marzo 2009 a Messina e apertasi il 29 novembre 2011 in Vaticano a Roma. La ricorrenza verrà celebrata alle ore 18 presso l’istituto Ancelle Riparatrici in via mons. Antonino Celona, 1, is. 485 (S.Orsola) La messa sarà presieduta da mons. Gaetano Tripodo, vicario generale e dell’Arcidiocesi di Messina, il quale al termine, come ormai tradizione, benedirà le rose che saranno distribuite ai presenti.
Suor Maria Alfonsa, al secolo Elena Antonia Rita Bruno, negli anni tra il 1954 ed il 1957 tra i sedici ed i diciassette anni ha vissuto a Rina (Savoca) e quindi a Santa Teresa di Riva dove la famiglia Bruno si era trasferita definitivamente.
Con l’aiuto di don Giuseppe Tatì (1918–2013) Arciprete di Sant’Alessio Siculo e cappellano della comunità delle suore ancelle riparatrici di Santa Teresa di Riva e anche grazie ad una pia donna vicina spiritualmente alla Congregazione, matura la scelta di abbracciare la vita religiosa.
È il 4 novembre 1956 quando inizia a far parte della Congregazione delle Ancelle Riparatrici del Sacro Cuore di Gesù, fondata dal Servo di Dio, il messinese mons. Antonino Celona, nel 1918. Viene accolta presso la Casa Madre della Congregazione di Messina. E’ stata missionaria negli Stati Uniti in Ohio dove nella casa della congregazione prede definitivamente i voti ma dove contrae la malattia che poi la porterà alla morte:artrite reumatoide cronica.
Nel 1968, già gravemente invalida, fa ritorno a Messina, dove torna ad abitare presso la Casa madre della Congregazione. Proprio presso quest’ultima sede, suor Maria Alfonsa rimarrà da esemplare ancella riparatrice per ventisei anni, di cui ben ventuno trascorsi sulla sedia a rotelle, paralizzata dall’aggravarsi progressivo della malattia. Il dolore e la sofferenza però non diminuiscono il suo slancio d’amore verso Dio e verso i fratelli. Dotata di un’enorme discrezione e generosità, di grande saggezza, gentilezza e delicatezza, è ammirata da molti fedeli. La sedia a rotelle, da lei definita il suo “trono regale”, è lo strumento messole a disposizione da Dio per svolgere l’apostolato missionario che aveva desiderato fin dall’inizio della sua vocazione religiosa.


