In questo tempo di cambiamenti repentini per cui è facile smarrirsi e perdere i propri punti di riferimento, la festa della Madonna del Carmelo a Santa Teresa di Riva marca il territorio di fede in Gesù e fiducia in Maria perchè una tradizione viva, attuale, fortemente partecipata, che attrae per la prima metà di luglio non solo gli abitanti del paese ed i villeggianti ma tanta gente dell’interland jonico. E’ un evento religioso e civile che risale al 1864, quando si svolse la prima festa in onore della madre celeste, divenuta Patrona della cittadina jonica nel 1887.
Negli anni ogni 16 di luglio una processione di fedeli, tra cui le carmelitane con lo scapolare simbolo di appartenenza alla famiglia carmelitana, accompagna il simulacro della Madonna del Carmelo, arricchito dal manto degli ex voto, per le vie del paese. In realtà lo spirito della festa si avverte già dal primo del mese perché all’alba, al termine della celebrazione eucaristica il simulacro della Madonna del Carmelo viene posto sulla vara, in mezzo all’assemblea, per stare vicino al suo popolo di devoti, che si rivolgeranno a Lei con preghiere e suppliche per ottenere le grazie necessarie.
Il nuovo parroco, don Fabrizio Subba, nel programma di quest’anno ha scritto la necessità di ricorrere oggi alla materna intercessione di Maria, col titolo del Monte Carmelo, per affidarLe le nostre speranze e richiedere il Suo aiuto per illuminare la nostra società con la parola di Dio, per la riconciliazione e la pace nelle famiglie, per la guarigione e la consolazione nelle sofferenze.
L’aria di festa si percepisce proprio nella profonda devozione popolare del territorio jonico alla Vergine Maria, la piena di grazia, che è chiamata madre, patrona e sorella dai fedeli ed è presente nel cammino di ogni credente come modello di preghiera, disponibile all’ascolto e alla meditazione della Parola di Dio e obbediente alla volontà del Padre per mezzo di Cristo nello Spirito Santo. Per questo con la Madonna del Carmelo, Vergine santa, si può fare l’esperienza di vivere in amicizia ed in comunione con Dio e di continuare qui in terra l’amore del Figlio Gesù a sua madre Maria, che guarda con particolare benevolenza coloro che devotamente La invocano a sostegno delle proprie fragilità con le sue virtù e come luce di sapienza capace di liberare la mente dalle tenebre e di ridestare la fede, la speranza e la carità, perché si possa ogni giorno crescere nell’amore di Dio e nella Sua devozione.
Questa devozione,tuttavia, per non rischiare di essere una struttura ingombrante, costituita da recite di preghiere e da ossequi in Suo onore soltanto a periodi limitati, va corroborata dalla formazione permanente attraverso la Parola e dall’imitazione, mettendo in atto quanto Gesù ha insegnato con la sua vita.
Si tratta quindi di lasciare da parte per un attimo tutte le manifestazioni esterne della festa, ricca di preghiere, pii esercizi e canti nel novenario, vivacizzata dai giochi dei bambini e degli adulti nel 17° palio cittadino, colorata dalle luccicanti e fastose luminarie degli archeggiati nelle vie cittadine, ravvivata dai soliti venditori di strada e dagli immancabili fuochi d’artificio per cercare un incontro ravvicinato con Maria e nella propria interiorità seguire il suo esempio che ci riporta alla Santa Montagna, Gesù Cristo, nostro Signore, in modo da proseguire sicuri nel cammino della vita come cammino di perfezione e salita del Monte Carmelo. Proprio qui si può trovare l’orientamento utile a superare le difficoltà e la confusione della società moderna, distruggere la falsità e la superficialità, eliminare la tristezza e la noia, acquisire la forza di autentici cristiani con solide fondamenta, impegnati a trasformare se stessi ed il mondo circostante con l’umiltà e l’obbedienza, con l’amore e la gioia nel cuore.


