CASALVECCHIO – Pubblicato l’avviso per la manifestazione di interesse per un progetto finalizzato alla nascita di un insediamento ricettivo – turistico nell’area comunale di “Ponte Belvedere”. Il Comune vuole valorizzare il viadotto, costruito negli anni Ottanta e inutilizzabile perché non si collega a nulla, come una attrattiva turistica ospitando villette e attività ricettive. L’idea è del maestro Nino Ucchino che l’ha subito “disegnata”. Il viadotto Belvedere, simbolo dello spreco di denaro pubblico, sarà riconvertito a struttura turistica, in grado di ospitare bungalow e casette in legno, piscina, ristorante, giochi per i bambini. L’idea è venuta al maestro Nino Ucchino che ha subito messo mano ad un bozzetto che l’amministrazione comunale di Casalvecchio ha recepito in toto. Anzi, con apposita delibera di giunta, è stato dato incarico al dirigente dell’ufficio tecnico di predisporre la procedura ad evidenza pubblica per la manifestazione di interesse da parte di soggetti interessati a localizzarsi sul territorio, e di riconvertire l’area … del ponte, destinandola ad attività turistico – ricettiva. Ora non resta che attendere la risposta del mercato.
Il “ponte sul nulla” come venne battezzato questo viadotto che non portava da nessuna parte ma che doveva collegare la strada provinciale Casalvecchio – Savoca (rimasta 300 metri più … avanti) con contrada Fontana, bypassando a valle il centro abitato. Sorretto da sette piloni alti venti metri, una lunghezza di 90 metri ed una larghezza di 10, con uno spazio comunale limitrofo di 600 metriquadrati. Si “affaccia” sulla valle d’Agrò con vista che si allarga sino al mare Jonio ed allo Stretto di Messina. Una bella locotion che è rimasta a crogiolarsi al solo per oltre trenta anni, dopo che anche a Casalvecchio finì il periodo delle vacche grasse con lo scoppio di tangentopoli che mise a soqquadro amministrazione comunale, imprese e professionisti vari. Tempi che furono. Quel viadotto incompleto rimase lì, inutilizzabile perché finiva nel vuoto. Il sindaco Marco Saetti tra le tante idee messe nell’incubatrice per la “riconversione e la riqualificazione produttiva del territorio attraverso l’acquisizione di progetti imprenditoriali e d’investimento. Si tratta di realizzare delle unità abitative in legno mantenendo uno stile che rispetti l’ambiente e la bellezza del luogo e creare anche dei punti di ristorazione e ricreazione”, ha colto al volo anche questa lanciata dal maestro Ucchino il quale sembra convinto che il progetto possa arrivare a buon fine. “Bisogna trovare chi ci crede ed ha i soldi da investire” dice pragmatico l’artista di Santa Teresa di Riva.


