FURCI SICULO – Sul recupero tasse del servizio acquedotto monta la polemica tra maggioranza ed opposizione. In verità i ruoli sono stati sistemati e messi in pagamento, però ci sono famiglie che non pagano dagli anni 2010 e 2011. Per i cinque consiglieri di minoranza “l’amministrazione langue nell’immobilismo, perché sembra che tutti gli avvisi di riaccertamento liquidazioni del servizio acquedotto, anni 2010 e 2011, siano rimasti accatastati negli uffici di ragioneria, pare per carenza di messi comunali”. Da queste tasse, non pagata da anni da famiglie morose, il Comune dovrebbe incamerare una bella somma. Ma l’amministrazione Foti, per bocca dell’assessore Alessandro Niosi, fa capire che l’ufficio Tributi si è mosso da tempo, con un lavoro capillare casa per casa. “E’ vero, i messi comunali non sempre sono disponibili – ha dichiarato Miosi – per cui abbiamo proceduto a notificare le cedole di pagamento del servizio idrico tramite posta. Per le famiglie che continuano a non pagare ci siamo rivolti ad una agenzia recupero crediti, in modo che le tasse vengano pagate per tempo. Devo aggiungere – ha concluso l’assessore – che di recente abbiamo spostato un’altra unità presso l’ufficio Tributi, in modo che venga svolto un lavoro capillare su tutto il paese”. C’è anche da dire che a Furci i ritardi nel pagamento delle tasse per il servizio idrico comunale, sono dovuti anche alla crisi finanziaria che ha colpito tantissime famiglie, alcune addirittura stentano a sopravvivere e vengono aiutate dalle associazioni del luogo. Su questo argomento, i consiglieri di minoranza hanno inviato sindaco e assessori a rinunciare all’indennità di carica “e ridurre per lo stesso importo i costi del servizio idrico, facendo risparmiare sulla prossima bolletta almeno il 20% ai cittadini oramai esasperati dalle continue tasse”.


