SANTA TERESA DI RIVA – Le spese di gestione dell’impianto di depurazione consortile di contrada Catalmo sono raddoppiate rispetto alla previsione del canone concordato con la ditta aggiudicataria del sevizio. Colpa dei lavori di manutenzione straordinaria. Lo si rileva dal rendiconto delle spese di gestione approvato dalla giunta sulla scorta delle fatture fornire dalla Safra, la ditta che nel 2013 si è aggiudicata l’appalto per la gestione dell’impianto che serve i comuni di Santa Teresa di Riva e Savoca. A far lievitare i costi sono stati i lavori di manutenzione straordinaria dovuti in particolare al ripristino della condotta sottomarina (13.860 euro), alla sistemazione di una turbina (2.915), alla riparazione della elettropompa per il riciclo dei fanghi (667); alla pulizia della griglia arrivo reflui (317), all’incarico professionale per la redazione della relazione per il rinnovo della autorizzazione regionale allo scarico delle acque depurate in mare (1.493). A queste spese straordinarie vanno aggiunte quelle ordinarie per l’energia elettrica (32mila euro circa) e quelle per il canone annuo di gestione concordato con la Safra (60.421 al netto del ribasso d’asta). L’ufficio manutenzione ha quindi ripartito le spese sui due comuni in base al numero di utenti collegati all’impianto: 7382 (89%) per Santa Teresa di Riva, che pagherà una quota di 98.411 euro; 918 (11%) per Savoca che pagherà 12.287 euro. La relativa richiesta di pagamento della quota parte è stata già inoltrata al comune di Savoca che lo scorso marzo aveva pagato la quota relativa all’anno 2013. Il mancato pagamento di quote pregresse era stato oggetto di un duro attacco da parte del sindaco di Santa Teresa, Cateno De Luca, nel corso del comizio tenuto nella piazza di San Francesco di Paola per lanciare la sua proposta di unificare i due comuni per contenere le spese e usufruire dei bonus di stato. Se ne riparlerà dopo le amministrative di Savoca in programma il 31 maggio ed il 1 giugno.
Il depuratore di Santa Teresa è entrato in esercizio nel 1988 e ormai mostra tutti i suoi anni, a conferma dei continui interventi di manutenzione straordinaria. Riceve i liquami del centro urbano di Santa Teresa mediante stazioni di pompaggio e quelli di Savoca per caduta. Nel 2010 l’Autorità d’Ambito ATO3 ha programmato il suo potenziamento ed adeguamento per la trasformazione in presidio consortile al servizio anche dei Comuni di Forza d’Agrò e S. Alessio Siculo e di quella parte di territorio di Savoca la cui rete fognante scarica in modo poco ortodosso. Finora non se ne è fatto niente.


