SANTA TERESA DI RIVA – Sono sei le ditte che hanno partecipato alla gara di appalto per l’assegnazione del servizio di igiene ambientale con l’Aro di Santa Teresa di Riva, per sette anni, per sette milioni di euro. Però la gara non può essere assegnata in quanto l’Urega non ha ancora provveduto a nominare la commissione che dovrà esaminare le offerte. Un ritardo che costa in più al Comune di Santa Teresa ed ai suoi contribuenti rispetto all’attuale gestione affidata all’Ato4 qualcosa come 40 mila euro al mese. Non solo, ma se si accumulano ancora ritardi finirà che la gestione in house del servizio di raccolta, spazzamento e smaltimento dei rifiuti non comincerà nemmeno quest’anno perché nel conto, dopo l’aggiudicazione, bisogna mettere gli immancabili ricorsi al Tar degli altri concorrenti. Anche questo fa parte del gioco. Gli utenti di Santa Teresa di Riva dovranno quindi rassegnarsi a pagare per la spazzatura, la stessa bolletta dell’anno scorso. Anzi no, perché grazie all’individuazione di molti evasori e grazie quindi al maggiore introito, è stato realizzato l’anno scorso un maggiore incasso di quasi 200 mila euro che andranno a defalcarsi dalla bolletta 2015 dell’Ato 4 (due milioni richiesti, a fronte di 2 milioni e 200 mila euro di incasso). Questo consentirà di spalmare il costo (1.800.000) su un maggior numero di contribuenti rispetto a prima della individuazione degli evasori con un sensibile costi delle bollette per ogni singola famiglia. Ieri mattina in Municipio si è tenuto un vertice al quale hanno preso parte il direttore dell’area territorio e ambiente, Franco Pagano, il rup per il passaggio all’Aro, Santino Turiano, l’esperto per l’igiene ambientale Santi Briguglio Polò, il consulente dell’ufficio tributi, Roberto Cicala, con il sindaco Cateno De Luca per affrontare la questione. E’ stato deciso di inviare una lettera di sollecito all’Urega affinchè nomini la commissione di gara, rappresentando i maggiori costi cui va incontro il comune di Santa Teresa per ogni giorni di ritardo.


