HomeAttualitàIl master plan degli "arabi" spunta a Patti

Il master plan degli “arabi” spunta a Patti

SANTA TERESA DI RIVA – Ci prova ora a Patti la società fiorentina “Italian Arabic Consortium” che nel 2009 propose la realizzazione di un porticciolo turistico alla foce del torrente Agrò e la valorizzazione dell’area fluviale fino all’Abbazia. Un progetto da un miliardo e mezzo di euro che dovevano essere messi sul piatto da investitori che non furono mai trovati, nonostante i sindaci del tempo di Santa Teresa di Riva, Sant’Alessio e Savoca, Alberto Morabito, Giovanni Foti e Nino Bartolotta avessero sottoscritto con gli “arabi” – come subito vennero battezzati i proponenti – un protocollo d’intesa per la relazione di un progetto di massima – il master plan – che venne poi illustrato nel corso di una affollata conferenza stampa nell’auditorium di Savoca nel luglio del 2009 alla presenza dei sindaci e dei consiglieri comunali dei tre comuni ed il rappresentante della società proponente, Onofrio Rovito. Da allora di questa società con sede a Firenze a Santa Teresa, Savoca e Sant’Alessio non se ne seppe più niente. Oggi – come ha pubblicato oggi Gazzetta del Sud – risorge a Patti dove propone un progetto simile a quello di Santa Teresa di Riva: un porto turistico alla foce del torrente Timeto di quella città. Grande entusiasmo in quel centro tirrenico per le enormi ricadute  che una infrastruttura del genere avrebbe sul territorio per il porto turistico e le strutture ricettive, commerciali e sportive ad esso connesse. Voci fatte circolare ad hoc parlano di un gruppo di investitori coreano interessato al progetto. Niente più petrodollari, quindi, come per la Valle dAgrò.

 

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