SAVOCA – Il sindaco Paolo Trimarchi ha rassegnato stamani le dimissioni. Con lui cinque consiglieri di maggioranza (Antonella Savoca, Giuseppe Meesa, Giuseppe Muscolino, Eugenio Bellomo, Marco Chillemi) che gli erano rimasti vicino dopo lo strappo con il vice sindaco Cettina Pizzolo che aveva restituito le deleghe a marzo. Si apre la crisi amministrativa a Savoca essendo falliti tutti i tentativi di ricucire lo strappo. Trimarchi, 64 anni, aveva vinto le amministrative di due anni fa con una lista civica dalla lunga gestazione e che era venuta fuori da un compromesso con l’altra candidato sindaco del suo gruppo, Cettina Pizzolo. Alla fine era stata raggiunta una sorta di pace ed era stato dato via libera alla candidatura di Paolo Trimarchi con la Pizzolo sua vice. La pace durò poco, il tempo di vincere le elezioni ed ecco che i due vivono un anno da separati in casa. La Pizzolo si dimette a marzo con una lettera di fuoco in cui accusa una parte della maggioranza di averla sfruttata per vincere le elezioni ed il sindaco di non essere stato in grado di rispettare gli accordi preelettorali e di essersi lasciato prendere la mano da qualche assessore. La replica di Paolo Trimarchi in una intervista a Gazzetta Jonica nella quale rivela che il vero motivo della frattura con la Pizzolo è il non avere voluto chiudereun occhio sulla situazione del marito ingegnere che avendo riportato una condanna penale non poteva più ricoprire l’incarico di dirigente dell’ufficio tecnico. Cettina Pizzolo a stretto giro gli dà del bugiardo. Nel frattempo le condizioni di salute del sindaco di aggravano ed ha bisogno di lunghe cure che lo tengono lontano da Savoca per rimettersi in sesto. Ce la fa, a fare bene le due cose, ma dopo il nuovo attacco (le dimissioni di due consiglieri di maggioranza), decide che è meglio che la parola torni agli elettori. E così sarà. Dopo un lungo anno di gestione commissariale.


