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mercoledì, Febbraio 11, 2026
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La Città metropolitana: dal particulare alla comunità

La legge del 24 Marzo 2014 della Regione Sicilia ha istituito i Liberi consorzi comunali o le Città metropolitane e le amministrazioni comunali tra breve saranno chiamate a scegliere di fare parte dell’uno o dell’altra istituzione. Da cittadino mi piacerebbe essere coinvolto nella scelta e cercare le ragioni migliori per aderire alla Città metropolitana di Messina o ad un possibile Consorzio con i comuni vicini, perché si tratta del futuro della nostra comunità e non conviene una decisione d’ufficio, dall’alto, senza ragionamenti sensati. La buona amministrazione si distingue sempre dalla capacità di prendere decisioni per i casi di vitale importanza, come nell’ottemperanza della Legge suddetta, con il contributo della cittadinanza, che è in grado di esprimere pareri convenienti e costruttivi per migliorare la realtà del nostro paese. E’ urgente trovare il modo di coinvolgere la maggior parte della gente, utilizzando i canali a disposizione dell’amministrazione ed aprire un confronto leale, sincero e mirato alla soluzione conveniente per tutti. Per l’occasione mi sembra opportuno da subito comunicare alcune ipotesi di ragionamento che ci porterebbero all’adesione per la città metropolitana. E’ sicuro che questa nuova istituzione possa attrarre maggiori risorse finanziarie in quanto realtà ampia, rispondente ai requisiti di accesso ai fondi della Comunità Europea. Secondo le norme vigenti ed il piano di programmazione per gli investimenti del governo nazionale ed europeo sarebbe utile appartenere all’area metropolitana. Questa potrebbe permettere un uso adeguato delle strutture di servizio al territorio con rispettivo potenziamento per esempio:ospedali, università, verde pubblico, viabilità, aree artigianali, commerciali ed agricole, beni culturali e paesaggistici etc…Infatti si accresce la possibilità di servire un’area con la stessa vocazione territoriale, le stesse esigenze di sviluppo, le stesse problematiche di gestione dei servizi e lo stesso disagio ambientale. Dalla constatazione dei fatti e dall’esperienza in merito emerge la necessità di unire per valorizzare e potenziare i beni locali come beni comuni senza frammentazioni e competizioni che procurano danni ed emarginazione. Per questo occorre uscire fuori dalla visione parziale e ristretta dell’amministrazione in piccolo per rispondere ai bisogni emergenti sul piano economico, sociale, politico, culturale attraverso una dimensione che moltiplica le risorse e le disponibilità a vantaggio del territorio, interessato ad interagire e cooperare piuttosto che separare e distinguere in entità minori, destinate a svolgere un ruolo sempre più marginale se non vengono inserite in una rete più ampia, in un circuito di solidarietà regionale, nazionale ed europea, in una prospettiva realmente comunitaria, frutto di un patrimonio comune a livello storico, culturale e religioso. La propensione in positivo per la Città Metropolitana non ci fa dimenticare le difficoltà che può comportare ed i disagi a cui si può andare incontro lasciando un’esperienza ormai consolidata e la familiarità del contatto amministrativo, ma è sostenuta dalla speranza e dalla fiducia che ci sia un cambiamento di rotta nel modo di programmare l’attività amministrativa, di operare concretamente in vista dei bisogni della comunità più grande e delle innovazioni da intraprendere senza mantenere l’attaccamento al senso del “particulare” diffuso tra falsità, corruzione ed interessi privati, dando spazio soprattutto ai giovani in grado di aprirsi nuove strade ed opportunità.

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