Furci Siculo – A proposito del Piano Strategico di Furci Siculo, dall’architetto Elena Mirenda riceviamo: “Seguo con interesse le notizie che interessano la riviera ionica, e nella qualità di Tecnico a supporto dell’UTC per la redazione del Piano Strategico di Furci Siculo mi corre di intervenire con questa breve nota. Le consultazioni pubbliche sul Piano Strategico avevano lo scopo di innescare il dibattito sui temi urbani e sugli interessi della comunità, e ritengo di essere riusciti quantomeno nello scopo, forse un po’ meno nel modo. L’idea è che tutti si lavori in una unica direzione, ognuno per il suo ruolo, e sono certa che furbizie o volontà di screditare qualcuno non siano l’intento di alcuno. Ritengo quindi doveroso, sentendomi chiamata in causa nell’articolo uscito il 03 aprile, fare qualche precisazione. Nel mio sintetizzare verbalmente i risultati dell’incontro pubblico conclusivo del 29 marzo al dott. Prestia, professionista sempre attento e che ringrazio dell’interesse che dedica al territorio, avrò trasposto certamente con eccessiva sintesi i suggerimenti dei portatori di interessi, dei cittadini e dei tecnici. Desidero quindi chiarire che mai e nessuno ha inteso ledere gli interessi, peraltro legittimi e positivi, dell’Azienda agrumaria che risiede in loco e che è indiscutibilmente risorsa per chi lavora e per l’immagine che dona al territorio. L’ipotesi di cui si è discusso riguarda un propositivo “Piano industriale per l’Azienda” che studi una soluzione, che possa consentire all’Azienda di espandersi e migliorare l’offerta qualora lo volesse (dislocandola sempre a Furci in un’area servita e più adeguata) ed alla comunità di condividere un uso più adatto ai tempi per le aree urbane in gran parte di proprietà dell’Azienda. Affinchè l’ipotesi abbia successo è basilare il reciproco vantaggio tra pubblico e privato, ma soprattutto che le intelligenze locali collaborino, tutti, nell’interesse superiore della cosa pubblica”.
—
Gentile architetto, nessuno di noi vuole che l’azienda chiuda. Non abbiamo detto né scritto mai questo, che sia ben chiaro. Alla luce delle consultazioni pubbliche scaturite dal Piano Strategico di Furci Siculo, idee e suggerimenti di alcuni cittadini consigliano di spostare a monte (o in una zona industriale predisposta dal comune) questa azienda che opera nella lavorazione e trasformazione degli agrumi e che dà sostegno a tante famiglie. Bene. In che cosa abbiamo sbagliato non lo sappiamo. Forse perché abbiamo scritto (ma ciò è sotto gli occhi di tutti) che i camion che vanno e vengono dalla fabbrica creano problemi al territorio, intasamenti viari e inquinano (al pari degli altri mezzi pesanti) la stretta via IV Novembre? Lei lo sa che il comune mette quasi giornalmente un vigile urbano davanti la via Firenza per consentire l’andirivieni dei camion ed evitare incidenti? E poi, architetto, non è reato se lei ci ha comunicato che tra le tante proposte della gente di Furci, c’è anche quella di spostare la fabbrica dei limoni. E noi lo abbiamo pubblicato: ed allora? In che cosa abbiamo peccato. Il fatto è che qualcuno vuol farci apparire, forse per scopi personali, che noi siamo i denigratori del paese, che diciamo cose non vere. Ed invece non è così. Noi riportiamo i fatti, facciamo cronaca e cerchiamo di essere sempre lineari ed obiettivi con tutti. E se sbagliamo abbiamo l’umiltà di chiedere scusa, soprattutto alle 3500 persone che ogni giorno si collegano al nostro sito. Ma la cosa bella, e che ci distingue forse dagli altri, è che noi non siamo legati a nessun carrozzone politico e che soprattutto non siamo interessati a cariche assessoriali o di sottogoverno. Siamo un gruppo di giornalisti che lotta per il bene della comunità, per la crescita economica, turistica e sociale del nostro comprensorio e soprattutto in difesa dei più deboli e degli emarginati.
Con stima. Pino Prestia


