Fiumedinisi – Con un circostanziato documento, l’on. Cateno De Luca spiega perché non poteva e doveva essere arrestato. E lo fa alla luce delle motivazioni della sentenza n.1850 del 20.12.2011 della Suprema Corte di Cassazione, che sono state depositate il 22 marzo 2012. De Luca riporta pure alcuni salienti passaggi relativi alle motivazioni della Cassazione. Eccoli: “ 3. Ove invece l’impugnato provvedimento mostra pecche non emendabili è quanto alla sussistenza della esigenze cautelari. In fatto nell’ordinanza del Giudice del merito si pone soprattutto l’accento sull’esigenza di scongiurare reati della medesima specie, di quelli per cui si procede (vedi pag. 12 dell’ordinanza), ma a questa Corte sfugge in che modo possa parlarsi di probabilità di reiterazione allorquando: Il pericolo di ulteriori contatti con le persone offese risulta superato dall’acquisizione delle loro deposizioni all’atto del procedimento, come ricavabili dalle stesse considerazioni espresse in sede di motivazione della sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza (vedi pagg. 7-8 della motivazione); I fatti risultano alquanto remoti (anno 2005-2008), per cui il pericolo di recidiva non è logicamente presumibile; L’imputato non è neppure più Sindaco del comune e, quindi, in grado di incidere formalmente sull’attività amministrativa dell’Ente Locale, compiendo fatti connessi alla sua attività di Amministratore.”


