Messina – Nel corso del Consiglio Provinciale è intervenuto in aula il consigliere dell’Udc Nino Muscarello, il quale, sollecitato dall’amministrazione comunale di Alì Terme, ha voluto esporre la grave situazione in cui versa il Torrente Nisi a seguito del deposito dei detriti alluvionali del 2009, con le gravi conseguenze che questa situazione potrebbe avere anche nella futura realizzazione dello svincolo di Alì Terme. Infatti, sostiene il consigliere Muscarello, subito dopo la tragica alluvione dell’ottobre 2009, la Provincia regionale di Messina, autorizzò, con propria ordinanza temporanea, i mezzi pesanti intervenuti in soccorso della popolazione scalettese, a scaricare i detriti nel Torrente Nisi, rendendo di fatto le operazioni di soccorso e di sgombero della zona alluvionata, ricadente nei vicini comuni di Itala e Scaletta, più rapide ed efficaci. Successivamente stante l’importanza strategica che lo svincolo di Alì Terme potenzialmente possiede come via di fuga, l’allora commissario del Cas dott. Zapparata, invio una lettera al commissario delegato per l’emergenza alluvionale chiedendo l’inserimento del progetto dello svincolo autostradale di Alì Terme nel redigendo piano dell’allora OPCM n.3815/2009, risultando l’opera strategica sia per la prevenzione sia nelle fasi dell’emergenza in caso di gravi eventi alluvionali (la cosiddetta via di fuga). La richiesta fu accolta dall’ufficio del Commissario Delegato presso il dipartimento regionale della protezione civile, successivamente il progetto dello svincolo prosegui il suo iter fino alla recente approvazione da parte della commissione VIA del Ministero Territorio ed Ambiente, che però, sostiene Muscarello, ha imposto che il progetto comprendesse anche le opere di bonifica e messa in sicurezza del torrente Nisi, da cui ne deriva una lievitazione dei costi che unitamente alla già presente criticità dei fondi, rallenterebbe notevolmente i tempi di realizzazione dell’opera. Le criticità derivanti dallo stato dei luoghi del torrente Nisi, da cui deriverebbero i maggiori costi, sono sicuramente da imputare alle centinaia di tonnellate di detriti alluvionali scaricati dalla protezione civile nel 2009, a seguito dell’ordinanza della Provincia, materiale che nessuno successivamente si è più preoccupato, dopo l’emergenza, di trasportare come era stato concordato in discariche idonee, creando di fatto, uno stravolgimento in negativo dello stato dei luoghi. Il consigliere Muscarello ha chiesto al presidente Ricevuto, congiuntamente al sindaco Grasso che già lo aveva fatto il mese scorso, di convocare una conferenza dei servizi alla Provincia, alla presenza del Cas, del comune di Alì Terme, del Dipartimento Regionale della Protezione Civile e della Technital (appaltatrice dell’opera), onde trovare urgentemente una soluzione per bonificare e mettere in sicurezza il torrente Nisi.


