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lunedì, Marzo 2, 2026
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Per il sindaco di Roccalumera “l’acqua costerà quanto il vino”

Roccalumera – Nell’ambito dell’Ato3, non sono tanto d’accordo i sindaci del comprensorio jonico del Messinese di affidare la gestione dell’acqua ad una ditta privata. E questa loro protesta l’hanno manifestata durante una riunione che si è tenuta nell’aula consiliare di Roccalumera (comune capofila) con i dirigenti della STO (Segreteria Tecnica Operativa) per decidere alcuni passaggi importanti in attesa della costituzione della società in house (pubblico e privato). Hanno relazionato l’avv. Giuseppe Santalco dirigente responsabile della Sto, l’ing. Santino Trovato pianificazione e controllo, l’ing. Salvatore Torre, tecnico della Sto, il sindaco di Alì Terme Lorenzo Grasso e il sindaco di Roccalumera Gianni Miasi. Alcuni comuni, è stato specificato, non hanno ancora provveduto a fornire i dati tecnici, demografici e le cartografie, per cui c’è un certo rallentamento nelle procedure. Ma al di là di questi ritardi, c’è nei sindaci una forte perplessità nell’affidare a privati la gestione dell’acqua. Anche perché bisognerebbe tener conto, nella stesura dello statuto, quanto verrebbero a pagare le famiglie numerose, i pensionati, coloro che vivono con un reddito minimo. Per cui se non si dovesse approvare per tempo un preciso regolamento, “l’acqua, per dirla come il sindaco di Roccalumera, tra un paio d’anni costerebbe più del vino”. Tra qualche settimana tutta la documentazione dev’essere esaminata, perché un eventuale ritardo comporterebbe perdita di finanziamenti.

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