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venerdì, Marzo 6, 2026
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Nizza, intervista al sindaco Di Tommaso

Nizza di Sicilia – “Il nostro comune ha avviato un contenzioso con l’Ato Me4. Sia la Prefettura che l’Assessorato regionale competente sono stati informati della nostra scelta e dei nostri perché”. E’ con decisione e risolutezza che il primo cittadino di Nizza, Giuseppe Di Tommaso, parla del debito che deve essere saldato verso la società addetta alla gestione integrata dei rifiuti. Dopo la nomina dei tre commissari liquidatori, Leonardo Racco, Francesco Bondì ed Alessandro Di Tommaso, dovranno essere definiti i debiti dei singoli comuni che hanno usufruito dei servizi dell’Ato. “La richiesta dell’Ato Me4 è di 548mila euro. Una cifra esosa che, peraltro, non corrisponde ai servizi effettivamente ricevuti. A nostro avviso l’Ato ha svolto solo il 40% del lavoro che doveva fare e di cui pretende il pagamento. Non pagheremo sicuramente l’intera somma e aspettiamo la decisione dei liquidatori per fare le mosse opportune nelle sedi adeguate. In pochi anni e con questo gestore il prezzo si è triplicato. Nel 2005 il vecchio gestore ci aveva richiesto la somma di 190mila euro”. Dei 548mila euro di debito il comune di Nizza di Sicilia intende pagarne 350mila. Si aspetta la decisione dei liquidatori per avviare un contenzioso o risolvere la questione con un accordo “pacifico”. Il fatto che uno dei commissari liquidatori abbia il cognome del primo cittadino di Nizza, porta l’osservatore neutrale a riflettere, in un caso quasi paradossale, sulla divergenza di veduta che tanto volte caratterizza padre/figlio. In questo caso, chi dei due avrà ragione? “Nel bilancio, assicura Di Tommaso, abbiamo già previsto la copertura delle spese”. Intanto il lavoro dei commissari liquidatori continua. La nuova normativa prevede che una volta quantificato il debito i comuni dovranno presentare un piano di rientro che dovrà essere approvato dagli assessorati regionali competenti. Secondo quanto previsto dalla normativa regionale, il 40% del debito dovrà essere versato subito dal comune mentre la restante parte verrà anticipata dalla Regione. I comuni dovranno estinguere poi il debito verso la Regione in 10 anni. Positivo il fatto che si dia la possibilità di allungare i tempi da 10 a 15 anni qualora il comune riesca ad incassare nel medio periodo più dell’85% delle tasse. “Altro nodo cruciale che sta riguardando il nostro paese, continua il primo cittadino, è la questione del Piano regolatore generale”. Dopo il passaggio in Consiglio Comunale e le dure critiche mosse dalla minoranza, Di Tommaso dichiara che “le norme di attuazione devono ancora essere approvate. Non condivido le critiche sterili della minoranza. Amo il confronto ma non le inutili e improduttive accuse”.

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