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lunedì, Marzo 2, 2026
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ROCCALUMERA, ESPLODE UNA BOMBA VICINO LA BATTIGIA

Roccalumera – Un mortaio risalente alla seconda guerra mondiale, da 65 anni giaceva inesploso tra i fondali del mare Jonio, a pochi metri dalla battigia. Era coperto dalla sabbia e non è stato mai avvistato dai bagnanti o dai sub. Eppure, in quel tratto di spiaggia, quasi dirimpetto la chiesa Madonna della Catena, ogni estate sono migliaia le persone che si prendono la tintarella e poi si tuffano nelle acque del mare. Grazie a Dio non è successo mai niente. Ieri mattino squadre di artificieri e sommozzatori della Sdai, della Marina Militare, hanno fatto brillare questo ordigno bellico. Il lungomare è stato blindato, le auto stoppate almeno duecento metri prima, le persone allontanate, le abitazioni che gravitano sul lungomare ermeticamente chiuse. Dal mare una motovedetta della Guardia Costiera ha vigilato per oltre un’ora, tenendo a debita distanza natanti e grosse imbarcazioni. E’ stato un servizio efficiente e perfetto, coordinato dalla Capitaneria di Porto di Messina. I sommozzatori hanno innescato speciali dispositivi all’esterno del mortaio e quando tutto è stato pronto l’ordigno è stato fatto brillare. Lo scoppio ha sollevato una sorta di mini onda anomala, ed il rumore è stato avvertito in tutte le case ubicate sul lungomare, nel tratto compreso tra il quartiere Baglio e la via Casazza, una perpendicolare alla Torre dei Saraceni. Dopo lo scoppio il lungomare è stato liberato e le auto ed i pullman fermi hanno ripreso la circolazione. Le persone che abitano lì vicino hanno commentato positivamente il prezioso intervento della Capitaneria di Porto: “E pensare, ha detto Tanino Rigano, che mi sono fatto il bagno decine di volte in quel posto e chissà magari in quanti momenti avrò messo il piede sulla sabbia che copriva l’ordigno bellico”. E’ stato chiarito, invece, che il mortaio da solo non poteva esplodere. Sia perché arrugginito, sia perché disponeva della valvola di sicurezza. A meno che non fosse stato sbattuto violentemente contro un grosso sasso dal mare in tempesta o centrato da una corposa imbarcazione. Casi rarissimi. Comunque, la Capitaneria di Porto di Messina non appena è venuta a conoscenza di questo ordigno bellico nei fondali antistanti l’abitato di Roccalumera si è prontamente organizzata con artificieri e sommozzatori per far brillare il mortaio e per riportare serenità nella popolazione del posto.

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