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venerdì, Gennaio 23, 2026
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La Sicilia dimenticata: il silenzio assordante sul disastro della riviera jonica

Mentre il mainstream nazionale scorre veloce verso altre notizie, la Sicilia – e in particolare la riviera jonica – rimane ai margini del racconto pubblico nonostante il ciclone Harry, un’ondata di maltempo e una violenta mareggiata abbiano messo in ginocchio intere comunità. Un silenzio che pesa, che offende e che rischia di trasformare un’emergenza reale in una tragedia invisibile.
I danni sono sotto gli occhi di tutti, tranne di chi dovrebbe raccontarli. Infrastrutture compromesse, strade divelte o rese impraticabili, litorali devastati, attività commerciali e turistiche costrette a fermarsi, stabilimenti balneari cancellati in poche ore, aziende colpite. Un colpo durissimo al tessuto produttivo locale, già fragile, che vive di turismo, servizi e piccole imprese.
La viabilità lungo la costa jonica è stata pesantemente danneggiata, con collegamenti interrotti o fortemente rallentati, isolando di fatto alcuni centri abitati. Eppure, di tutto questo si parla poco o nulla a livello nazionale. Come se i problemi esistessero solo quando colpiscono le grandi città o le aree “mediaticamente appetibili”. Tra le poche lodevoli eccezioni, il solito Fiorello.
Non è solo una questione di cronaca, ma di rispetto. Raccontare questi eventi significa accendere un faro sulle responsabilità, sulla prevenzione mancata, sulla necessità di interventi strutturali e risorse adeguate. Ignorarli, invece, equivale a condannare questi territori a una doppia emergenza: quella del maltempo e quella dell’indifferenza.
La riviera jonica non chiede compassione, ma attenzione. Perché senza informazione non c’è consapevolezza, e senza consapevolezza non ci sarà mai una vera ricostruzione.
Possiamo partire anche dai piccoli, grandi gesti. Come quelli dei tanti giovani e volontari che in queste ore si sono rimboccate le maniche per dare una mano al proprio paese, per ripartire.

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