S.Teresa di Riva – Il mare avanza e questo è un dato accertato. A Villa Ragno si è parlato del futuro della Riviera Ionica durante un convegno “dalla mancata prevenzione alle strategie condivise di adattamento al mare che avanza.”. Con la presenza di illustri professionisti, i presidenti di provinciali di Legambiente, Cgil, Anpi, Marco Saetti sindaco di Casalvecchio e soprattutto il prof. Giovanni Randazzo docente di geologia all’Università di Messina. Su questo importante convegno ospitiamo una riflessione di Pina Santa Basile. “Guardando la sala, la prima cosa che si notava era la scarsa partecipazione del popolo per un argomento che interessa a tutti. E questo è già un segnale che dovrebbe far riflettere tutti. Non si parlava di un problema qualsiasi. Si parlava dell’erosione costiera, cioè del futuro delle nostre spiagge, delle case sul lungomare, del turismo e dell’economia di tutta la Riviera Ionica: Sant’Alessio Siculo, Santa Teresa di Riva, Furci Siculo, Roccalumera e gli altri comuni della costa. Ero presente al tavolo tecnico per la presenza di noti specialisti e associazioni che da anni studiano il fenomeno dell’erosione e le possibili soluzioni. Il sindaco di Santa Teresa di Riva ha fatto i saluti istituzionali, parlando della necessità di lavorare insieme per la comunità. Subito dopo, però, ha lasciato l’incontro senza partecipare al confronto tecnico. Ed è difficile non porsi una domanda: se crediamo davvero nella collaborazione e nel ruolo degli specialisti, perché non restare ad ascoltare il tavolo tecnico? Tra i pochi amministratori presenti fino alla fine va riconosciuta la presenza del vicesindaco di Sant’Alessio Siculo, Giovanni Foti, che è rimasto ad ascoltare il confronto fino alla conclusione. Ma forse il momento più significativo della giornata è stato un altro. È intervenuto un ragazzo di appena vent’anni. Con grande lucidità ha fatto una domanda che ha colpito tutti: se si parla tanto di lavorare “insieme ” cosa significa davvero insieme? Ha ricordato a tutti noi adulti una cosa molto semplice: lui ha vent’anni e il futuro di questo territorio sarà soprattutto il suo. Una riflessione che è sembrata quasi una lezione per molti di noi. Perché la verità è che oggi manca ancora una cosa fondamentale: una regia unica per tutta la Riviera Ionica. Una regia capace di mettere attorno allo stesso tavolo tutti i sindaci della costa, i tecnici, la Regione e gli specialisti del settore. Perché il mare non si ferma ai confini comunali. E le scelte fatte da un comune possono avere conseguenze su tutta la costa. Continuare con decisioni isolate significa correre un rischio enorme: che ognuno agisca per conto proprio mentre il problema riguarda tutti. Mi auguro di leggere presto sui giornali della nascita di un vero coordinamento tra i comuni della Riviera Ionica. Ma se questo non accadrà, allora dovremo avere il coraggio di dirlo chiaramente: il vero problema non sarà il mare che avanza, ma la mancanza di una visione comune per difendere il nostro territorio che avete venduto fischiandovene dei cittadini”.


