All’ultimo convegno organizzato dall’ Associazione Nazionale Comuni d’Italia (Anci) si è parlato delle Poste Italiane, da tempo alla ricerca di moltissimi postini da immettere nel proprio organico in diverse zone d’Italia. Ma al convegno di Roma si è parlato pure della carenza dei portalettere , un servizio scadente, contestato da cittadini e amministratori comunali. “Ultimamente i postini – ha dichiarato Orlando Russo sindaco di Castelmola – non esistono più, perchè vengono assunti per tre mesi per i centri collinari e quando riescono a conoscere le vie, vengono licenziati. Ma la cosa grave è che parecchi portalettere invece di cercare il destinatario e consegnare la raccomandata, scrivono sulla busta sconosciuto, oppure non rintracciato. Altri postini – ha concluso Russo – buttano la posta davanti la porta di casa e se ne vanno”. Questo succede a Roccafiorita, Limina, Antillo, Gallodoro, Castelmola, Alì e in tanti altri Comuni collinari ed anche della riviera jonica. Per Antonio Manuli “finalmente si fa luce sul servizio postale, mai così scadente” . Il delicato problema si avverte pure nei condomini dei centri della riviera, dove in mancanza di cassetta postale, le lettere vengono buttate sugli scalini. Non mancano commenti e critiche. Al convegno che si è tenuto a Roma, il sindaco di Castelmola ha denunciato tutte queste carenze, dovute ai pochi postini in servizio e alla negligenza di altri. Il problema lungo i Comuni jonici della provincia di Messina è stato particolarmente avvertito quando anni addietro è stata chiusa, presso l’ufficio postale di Alì Terme, la stanza che fungeva da servizio recapito per i portalettere, trasferita poi a Pistunina. Per ultimo, Orlando Russo ha denunciato più volte alla direzione delle Poste non solo la carenza dei postini nei paesi collinari, ma anche i disservizi causati dalla loro poca esperienza: ma non si è mossa foglia.


