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lunedì, Gennaio 5, 2026
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Col doppio binario i cittadini da S.Alessio a Scaletta perderanno le loro stazioni (7), solo 3 ne saranno realizzate e tutte lontane dai paesi

Il dodici dicembre 13 sindaci del comprensorio jonico hanno sottoscritto a Palermo un documento in cui hanno chiesto a RFI la totale dismissione dell’attuale storica tratta ferrata. Attualmente nel tratto Fiumefreddo Giampilieri esistono 11 stazioni. La nuova costruenda linea del doppio binario (di 42 chilometri di cui 35 in galleria) sarà dotata solo di 6 fermate tutte distanti dal centro abitato, quasi a mezza collina. Una volta dismesso l’attuale tracciato, tutti i pendolari (lavoratori, studenti, turisti, operai) che oggi usufruiscono delle stazioni a pochi passi da casa, si vedranno privati di un servizio importantissimo. Tutti i cittadini da S.Alessio Siculo a Scaletta Zanclea perderanno le loro stazioni (7). Basti pensare, per esempio, ad un pendolare di Scaletta che non vorrebbe rinunciare al vettore treno per raggiungere quotidianamente il suo posto di lavoro e che per usufruirne dovrà andare alla fermata più vicina posta sulle colline sopra Itala; oppure studenti di Roccalumera e Furci Siculo che per andare a scuola in treno a Trappitello, Giarre o Messina dovranno farsi accompagnare alle fermate più vicine al confine fra Nizza ed Alì Terme o a Sant’Alessio, in contrada Lacco. “In linea generale – come evidenzia FVA –  tutti coloro che dalla fascia jonica vorranno spostarsi in treno per le rispettive destinazioni dovranno necessariamente prendere l’auto per raggiungere le nuove fermate. Alla luce di quanto esaminato prendiamo spunto per fare alcune riflessioni: – Il raddoppio, una volta dismessa la tratta storica, sarà utilizzato da chi si è sempre spostato per lavoro o studio in treno considerata la distanza dai centri abitati? – Tutti gli avventori “estivi” che nei weekend si spostano nei vari centri balneari jonici saranno ancora convinti di utilizzare il treno per andare al mare vista la grande distanza delle fermate dai centri abitati e dalle spiagge?. Non sarebbe utile mantenere la tratta storica utilizzandola solo per i servizi locali (linea ad uso esclusivo dei Regionali, sul modello della Patti-Terme Vigliatore sulla costa tirrenica) e per i treni storici turistici organizzati dalla Fondazione FS Italiana e lasciare, più coerentemente, la linea nuova solo per i collegamenti con Regionali, Veloci, Intercity, merci?”. E cominciano a prendere piede le prime lamentele da parte di associazioni e liberi cittadini. C’è chi vuole che resti il vecchio binario ferroviario (studenti, pendolari e lavoratori) e chi lo vuole trasformare in una strada larga, ben asfaltata, ad alta velocità (i sindaci). Ancora il binario è lì e chissà quanti anni passeranno ancora prima di essere dismesso.

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