Roccalumera – Sei ore di consiglio comunale, una maratona senza precedenti, per chiarire che il sindaco Giuseppe Lombardo non ha più i numeri per governare e che la sua esperienza politica, da primo cittadino di Roccalumera è stata un fallimento. Non c’è più maggioranza (tre consigliere lo hanno abbandonato) e non c’è più minoranza, dal momento che nella votazione in aula in due non hanno seguito il progetto di avvicinamento di Francesco Santisi al primo cittadino. Addirittura il capogruppo dell’opposizione si è rivolto a Saccà, Garufi e Gugliotta dichiarando che “stanno creando una confusione enorme” invitandole poi a votare per l’approvazione.
La cronaca: I lavori sono iniziati con una lunghissima relazione del primo cittadino, un’esposizione tecnica nel corso della quale sono stati snocciolati numeri e complessi ragionamenti contabili legati al dissesto. Tuttavia, la solidità della proposta è stata immediatamente messa in discussione dall’intervento di Claudia Gugliotta, componente dell’ex gruppo di maggioranza, che ha sollevato pesanti questioni pregiudiziali. Gugliotta ha puntato il dito su aspetti tecnici non riportati nei documenti, esigendo risposte puntuali dai consulenti della società “Centro Studi” che affianca l’Ente in questo delicato percorso finanziario. In un clima di incertezza si è inserito l’intervento di Francesco Santisi, il quale ha tentato una complessa operazione di equilibrismo politico: dopo una disamina tecnica sul piano contabile, ha cercato di giustificare le ragioni del proprio “sì”. Una sorta di difesa d’ufficio che ha però reso plastica la spaccatura interna alla minoranza, dove i consiglieri Bellomo e Maggio hanno invece espresso un voto nettamente contrario. La frattura politica si è fatta ancora più profonda con le parole del vicesindaco Antonio Garufi. Il suo intervento non si è limitato agli aspetti tecnici, ma ha colpito duramente il cuore della gestione amministrativa. Garufi ha spiegato con precisione le ragioni che hanno portato lui e l’assessore Basile a rassegnare le proprie dimissioni, denunciando il passaggio da una gestione collegiale a una visione puramente monocratica detenuta dal sindaco, nella quale non vi sarebbe più spazio per una direzione condivisa della macchina pubblica.
L’epilogo della serata è stato segnato da un diverbio tra il vicesindaco e il presidente del Consiglio, quando quest’ultimo ha impedito di fatto a Garufi e Basile di completare la presentazione in aula delle motivazioni alla base del loro addio. Con la chiusura dei lavori, si chiude simbolicamente anche un ciclo per Roccalumera: l’era Lombardo entra in una fase di estrema fragilità, aprendo nuovi e imprevedibili scenari dettati dalla nascita del gruppo di consiglieri indipendenti e da un’opposizione ormai scissa in due tronconi. Si è chiusa così dopo oltre sei ore di acceso confronto la seduta fiume del Consiglio Comunale di Roccalumera, una maratona notturna che ha sancito ufficialmente la fine della stabilità per l’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Lombardo. Il dato politico emerso con prepotenza tra le mura dell’aula è la definitiva polverizzazione della maggioranza: il documento contabile del Bilancio Stabilmente Riequilibrato, cuore pulsante della gestione dell’ente, è stato infatti approvato solo grazie all’inatteso soccorso dei consiglieri di minoranza Francesco Santisi e Rosaria Sparacino. Senza il loro supporto, l’amministrazione si sarebbe trovata davanti a un vicolo cieco, certificando una crisi che ora appare irreversibile.


