A tre giorni dalla festa della donna, un altro femminicidio è stato consumato, questa volta a Messina. Daniele Zinnanti di 50 anni, aveva deciso di separarsi dal suo compagno (Santino Bonfiglio 65 anni), di lasciarlo perchè aggressivo e violento, ma lui non ha accettato il verdetto della donna. Preso da raptus di gelosia, accecato dall’odio, con fredda determinazione si è avventato sulla 50enne colpendola ripetutamente con un coltello al collo e al petto, lasciandola per terra in un mare di sangue. Poi è fuggito, ma è stato braccato dai carabinieri e condotto in cella. Questa del femminicidio è una piaga ancora non sanata, frutto di una mentalità retrograda, di una cultura che segna il passo. Uccidere la propria compagna perché ha deciso di lasciarlo è frutto di una mentalità che sa tanto di “padre padrone”, che non tramonta.


