Ha riscosso un grosso successo di critica e di partecipazione la Mostra dell’Olio che si è tenuta a Mandanici alla presenza di esperti, intenditori e commercianti. Il sindaco Armando Carpo ha voluto portare avanti questa iniziativa, per valorizzare la qualità, la fragranza di questo tipo di olio, che per anni ed anni è stato fonte di ricchezza per tante famiglie di Mandanici. Il primo cittadino spinto dalla volontà di promuovere ancora questo prodotto su scala provinciale e regionale, ha detto: “vogliamo provare a far parlare nuovamente di noi e del nostro olio, così come accadeva per tanti anni in tutta la provincia con l’olio di Mandanici. Questa festa vuole essere un punto di partenza, un modo per accendere nuovamente i riflettori sul nostro paese e sul nostro territorio” Ma poi Armando Carpo si è chiesto: “allo stesso tempo dobbiamo rimboccarci le maniche e capire se siamo ancora in tempo per rilanciare questa produzione. Ma c’è anche un altro obiettivo importante: provare soprattutto a capire insieme ai giovani se lavorare la terra può essere ancora una prospettiva possibile. Se può diventare motivo di orgoglio, se può rappresentare un’attività dignitosa e anche redditizia e, soprattutto, se può essere un motivo in più per restare qui e costruire il proprio futuro”. Sagge parole. Ma in tutto il paese, dopo questa ammirevole iniziativa, sembra maturata la volontà di un ritorno al passato. Ecco la riflessione del sindaco Armando Carpo a conclusione della Festa dell’Olio: “L’olio per il nostro paese non è stato solo un prodotto agricolo, ma per decenni è stato il frutto di tanti sacrifici e di tanto lavoro che ha permesso a molte famiglie di andare avanti. Con il passare del tempo, purtroppo, anche questa realtà ha subito un forte ridimensionamento, soprattutto a causa dell’abbandono delle campagne e dello spopolamento dei paesi collinari, ma da quello che vediamo oggi anche di quelli costieri. Dobbiamo dirlo con onestà: anche noi, come comunità, abbiamo avuto delle responsabilità. Non siamo mai riusciti davvero a creare cooperative che funzionassero e che potessero dare forza ai piccoli produttori. Essendo tutti piccoli proprietari, l’unica strada possibile sarebbe stata proprio quella di associarsi in modo serio, chiaro e duraturo. Allo stesso tempo, però, credo che una parte di responsabilità sia anche della politica con la “P” maiuscola, che negli ultimi decenni non è riuscita a tutelare e valorizzare come avrebbe dovuto i nostri prodotti e le nostre piccole aziende agricole. Questo vale per l’olio, ma anche per altri settori importanti del territorio, come gli agrumi e tante altre produzioni. Quindi l’idea della festa non è semplicemente organizzare un evento. Qualcuno potrebbe dire: se le olive si raccolgono sempre meno, perché fare una festa dell’olio? In realtà è proprio un modo per rilanciare il paese e per far nascere in qualcuno di buona volontà l’idea che questa terra possa ancora rappresentare una prospettiva per il futuro”. Ed ha concluso: “Noi conosciamo bene le difficoltà del nostro paese, ma sappiamo anche che Mandanici ha una grande storia, una forte identità e tante potenzialità. Ripartire dalla nostra terra, dal nostro olio e dalle nostre tradizioni significa provare a costruire nuove opportunità e dare un futuro alla nostra comunità. Perché il nostro olio non è solo un prodotto: è la nostra storia e può diventare anche il nostro futuro”.



