Sono tornati in azione i finti carabinieri, che con cinica disinvoltura telefonano in casa degli anziani che vivono da soli, poi bussano alla porta e chiedono di verificare i gioielli che custodiscono, per vedere se sono uguali a quelli rubati ad una famiglia che abita li vicino. Per smantellare questo progetto dei rapinatori vengono effettuati continue riunioni da parte dei carabinieri per informare gli anziani la tecnica dei finti carabinieri, di non aprire mai la porta a sconosciuti e di chiamare subito le forze dell’ordine. L’ultima riunione si è svolta a Scaletta Zanclea nel salone dell’Oratorio Santa Maria del Carmelo, alla presenza del parroco Gianfranco Pistorio, il maggiore Federico Salusti comandante compagnia Messina sud, il maresciallo Gianluca Borelli della locale stazione dei carabinieri, Antonio Madia e il sindaco Gianfranco Moschella; nel corso dell’incontro è stato spiegato agli anziani presenti il metodo della truffa, diventato un “allarme sociale”. Sembra che anche a S.Teresa di Riva e nei Comuni della Valle d’Agrò gli anziani siano stati presi di mira dai finti carabinieri. Appunto per questo l’assessore Gianmarco Lombardo ha lanciato un appello a tutte le famiglie: ”dopo scambio di informazioni con le forze dell’ordine si invita a fare attenzione alle persone che bussano alla porta. Spacciandosi per carabinieri, usano le seguenti tecniche: Telefonano dicendo di dover verificare se i gioielli e denaro rapinati in altro paese, possano essere custoditi presso le abitazioni, con la scusa che la propria autovettura era stata notata nella zona della rapina. Chiedono di poter controllare le armi detenute. Attenzione, non aprire la porta a nessuno. Chiedere personalmente in caserma per avere conferma”. L’appello è indirizzato soprattutto agli anziani che vivono da soli.


